Pubblicazioni e documenti STRADE E PONTI PER PASSAGGIO SUI FIUMI LOMBARDI | Page 5

Nel settembre 1259 un’altra sanguinosa battaglia investì il ponte di Cassano. I Ghibellini di Milano, volendo riconquistare la città governata da Martin Torriano, avevano chiesto aiuto a Ezzelino da Romano. Questi, fallito il primo tentativo di riprendere la città e avendo trovato resistenza a Monza, “diede alle fiamme Trezzo e occupò il ponte di Cassano per disporre una via per la ritirata” 2 Nel corso della battaglia Ezzelino venne, in un primo momento, ferito a un piede e poi colpito violentemente mentre guadava il fiume. Catturato, fu rinchiuso nel castello di Soncino dove undici giorni dopo morì per la gravità delle ferite. Nel 1278 Ottone Visconti fece ingrandire il castello di Cassano e ordinò che si costruisse un ponte sull’Adda tutto di un solo arco. Divenuta nel ‘400 l’Adda linea di confine con la Serenissima Repubblica di Venezia, lo Stato di Milano emanò severe disposizioni per controllare i commercio delle derrate alimentari. In una lettera datata 9 maggio 1411 il duca di Milano dà disposizioni perché sia riattivato un ponte per il trasporto di frumento a Milano. In numerose memorie storiche da quella di Bernardino Corio ripresa da Ignazio Cantù a quella di Michele Daverio troviamo la notizia che, nella prima metà del ‘400, a Cassano esistesse un ponte. I Veneziani dopo la conquista di Cassano vi costruirono (e a loro non mancava certo l’esperienza) un ponte “con conficcate nella Adda grandissime colonne di legno. Al di sopra del ponte furono disposti alcuni ponti levatoi”. Nel 1448 il ponte di Cassano e gli altri castelli della Geradadda vennero conquistati da Francesco Sforza che, due anni più tardi, compresa l’importanza strategica del valico, diede ordine ai suoi ingegneri che il ponte venisse rafforzato e che si riparassero i danni causati dall’erosione dell’Adda. I lavori coinvolsero prima con una tassazione sul sale e poi con richieste di manodopera anche la gente dei borghi vicini di Melzo, Pioltello, Vimercate e Caravaggio tanto che gli abitanti di quest’ultimo paese quale ricompensa per il loro lavoro indirizzarono una lettera al duca affinché fosse loro concesso di non pagare alcun pedaggio al momento di passare, a piedi o a cavallo, sul ponte. Dalle cronache della battaglia di Agnadello emerge che non era poi tanto difficile varcare il fiume. Nella “Storia di Treviglio” leggiamo: “Era il 9 di maggio. A Cassano-cioè a tre miglia di distanza [da Treviglio] – il re Luigi XII faceva intanto costruire dai suoi genieri due comodi ponti che gli consentissero di far passare tutto il suo esercito, completo di cariaggi e salmeria, e di occupare la riva sinistra del fiume Adda fin quasi a Rivolta”. 3 Tali ponti spesso poi venivano distrutti dopo che gli eserciti erano passati per non dare vantaggio al nemico in caso di precipitosa ritirata. Nel 1535 il ducato di Milano passò sotto la dominazione spagnola. Il valico di Cassano perse via via la sua importanza militare pur rimanendo zona di confine con la repubblica di Venezia. 2 L.CALVI PARISETTI-M.LIBUTTI, Il valico di Cassano in terra d’Adda. “I Quaderni del Portavoce” n.22, Signorelli, Calvenzano, 1993. 3 E.CALVI, Il Borgo sull’alta riva. Vol.II, Litografia Facchinetti-Emiri, 1993, pag. 176.