BERINZAGHI ORESTE di Abramo e Berticelli Serafina, classe 1885, soldato 156 ° fanteria, coniugato con Stroppa Felicita, morto l’ 11 agosto 1916. Il cappellano militare Padre Albarelli scrive al sindaco“… il soldato veniva colpito a morte da una scheggia di granata nemica scoppiata poco lungi da lui. La preziosa salma fu raccolta dai suoi compagni e trasportata a Monfalcone nel cimitero di guerra della Brigata Alessandria dove fu dal sottoscritto benedetta e poscia sepolta. Una croce in cemento allarga le braccia sulla sua tomba e ricorda al visitatore il nome e la data di morte del sepolto”.
ALLEVI ANGELO di Giuseppe e Viscardi Filomena, classe 1896, soldato 5 ° bersaglieri, morto il 16 giugno 1916. Al momento di istituire la pratica pensionistica la Corte dei Conti( così accadeva in quegli anni) domanda informazioni per verificare l’ entità del salario percepito dal figlio Giacomo non mancando di esprimere giudizi non proprio lusinghieri sull’ intelligenza del ragazzo. Scrive la Corte dei Conti:“ Si prega codesto Municipio di assumere ulteriori informazioni e riferire se effettivamente il figlio del controscritto a nome Giacomo, prima di essere chiamato alle armi nulla guadagnava perché deficiente, o non piuttosto guadagnava £ 800 all’ anno, come afferma la R. Prefettura di Cremona”. Il segretario Airoldi, a nome del sindaco risponde:“… che effettivamente il figlio Giacomo pur non essendo completamente deficiente per la sua limitata intelligenza non può assumersi lavori di guadagno tanto che il padre prima della chiamata alle armi lo teneva presso di sé e lo faceva lavorare sul piccolo fondo da lui tenuto in affitto, e si ritiene che il guadagno annuale da lui fatto potesse aggirarsi sulle 300- lire, tanto da non essere sufficiente per il suo mantenimento”.
ALBANI GIOVANNI di Alberto e Milanesi Angela, classe 1884, Caporal Maggiore 20 ° fanteria, coniugato con Bolzoni Caterina, morto il 13 settembre 1916 ad Oppacchiesella.
RIGOLINI AGOSTINO fu Giuseppe e di Guglietti Natalina classe 1891, soldato 43 ° fanteria“ Tortona”, morto all’ ospedale di Parma il 26 agosto 1916 in seguito alle ferite riportate in guerra. La famiglia, composta dalla madre e dai figli Giuseppa, Angela, Giosuè, Maria, Luigia e Antonio, originaria di Agnadello si trasferisce a Rivolta al Cascinetto Robbiati. Dal fronte di guerra Agostino, il 28 giugno 1916, scrive:“ Cara madre, di nuovo vi mando notizie col dirvi che mi trovo di buona salute e così spero sarà ancora di voi. Mi dispiace molto a non avere ricevuto ancora da voi nessuna notizia, essendo forse che finora non ne avete avuto tempo. Però ora i lavori credo saranno cessati un po’ e appena ricevete questa mia rispondetemi subito, fatemi sapere se forse avrebbe tempestato anche lì al vostro paese perché mi ha scritto lo zio Don Giovanni e mi ha detto che a Este la tempesta ha portato via tutto. Di più fatemi sapere se avete fatto la galetta e se la campagna va bene. Io sto bene e mi trovo tuttora fuori di pericolo. Vi saluto tutti in famiglia e sono il vostro amato Agostino”. Il giovane come abbiamo scritto perde la vita, due mesi dopo, in combattimento. Alla madre Natalina viene corrisposta la pensione di guerra fino al giorno della morte che avviene, a guerra non ancora finita, il 29 ottobre 1918. Da questa data ha inizio un lungo carteggio conservato presso l’ archivio comunale perché il Ministero conceda la reversibilità agli orfani ancora minorenni che dalla perdita della madre“… a tutt’ oggi vissero del proprio lavoro nella miseria e non ebbero alcun sussidio. E’ una famiglia di salariati senza alcuna proprietà nè scorte alcune, vivono di stenti”. In una lettera datata 30 agosto 1923 a firma del giudice conciliatore Ogliari Riccardo leggiamo:“ Sono quattro o 5 anni che [ gli orfani ] vivono di stenti ed in principio anche di carità pubblica.
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