Pubblicazioni e documenti SOLDATI DI RIVOLTA NELLA PRIMA GUERRA MONDIALE | Page 7
Da cinque anni tanto il sottoscritto come il Sindaco, il Commissario Prefettizio ecc. si continua a
scrivere ai diversi uffici competenti tutti i certificati richiesti sono stati inviati e due volte anche
perché in una nota pervenutaci si diceva che al Ministero non si trovava più l’incartamento.
Crediamo di avere fatto tutto quanto era in nostra facoltà ma invanamente.
Nuovamente il Sottoscritto si raccomanda a Codesto Spettabile Ufficio perché voglia provvedere
con quella premura che è del caso.
I minori divenuti grandi fra gli stenti giustamente si lagnano che la guerra li ha privati del
fratello maggiore che era il loro sostentamento e che vergognosamente il Governo colle sue
Commissioni – Sottocommissioni – Uffici di qua – Uffici di là in cinque anni non ha ancora
trovato la via di por fine alla più riprovevole delle ingiustizie”.
L’intera vicenda viene riassunta in uno scritto inviato dal Sindaco Rag. Paolo Manara all’
Onorevole Roberto Farinacci perché intervenga presso le autorità di competenza:
“ A nome di sei poveri esseri che confidano nella bontà vostra e nel vostro interessamento,
anch’io vivamente vi prego perché vogliate interessarvene e far sì che non abbiano a maledire il
ricordo della guerra ma convincersi che per chi si è sacrificato l’Italia sa riconoscere il
sacrificio”.
Sempre a distanza di un anno, siamo nel 1925, il giudice conciliatore Ogliari manda alla
Delegazione del Tesoro di Cremona copia del verbale di costituzione del Consiglio di famiglia
degli orfani Rigolini precisando”… Spero con ciò di aver terminata la Via Crucis di questa
pratica che si trascina dal 1918, che fu ripetuta tre volte e che non ha ancora avuto felice esito,
per quanto si sappia per mezzo di Autorevoli fonti che essa trovasi completata presso codesta
On. Delegazione pronta per il pagamento”.
MORONI ALFREDO di Paolo e Pavesi Maria, classe 1891, soldato 158° fanteria, morto in
combattimento il 15 giugno 1916 a Magnaboschi. Per avviare la pratica pensionistica la Corte
dei Conti domanda a completamento delle informazioni se il padre Paolo: “… lavorava a
giornata, prestando la sua opera ai diversi coltivatori, od era occupato con salario fisso presso
un solo padrone, indicando, in questo secondo caso, il salario annuo, e le condizioni ed i patti che
regolano tale sua prestazione di lavoro”. Nella risposta del sindaco, vengono messe in
evidenza, come per gli orfani di Agostino Rigolini, oltre alle difficoltà economiche anche le
precarie condizioni di salute del familiare: “… il Moroni Paolo fu Battista di questo Comune
lavora a giornata quando le sue condizioni di salute glielo permettono, prestando l’opera sua
presso diversi coltivatori.
Anche il guadagno che ne ricava è scarso perché essendo malaticcio non può ottenere un prezzo
uguale a quello degli altri lavoratori”.
PECCATI LUIGI di Ercole e Quadrelli Maria, classe 1884, soldato 201° fanteria, morto il 9
novembre 1916, all’ospedale da campo n. 32 a Cavenzano, per setticemia sopraggiunta in
seguito a ferite riportate in battaglia.
Ai genitori vengono recapitati gli oggetti personali del militare: lire 7,50, un portafoglio, un
portamonete, un coltello e assegnata una pensione di lire 630 annue.
La famiglia Peccati abita in via Sant’Alberto e un fratello del militare caduto porta il nome del
santo patrono di Rivolta, la madre ha lo stesso cognome e con la sua morte avvenuta nel 1917
si estingue, a Rivolta, il cognome Quadrelli.
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