Pubblicazioni e documenti SOLDATI DI RIVOLTA NELLA PRIMA GUERRA MONDIALE | Página 4

inviati dal deposito“ valori ed oggetti lasciati dal defunto” tra cui“ un vaglia di servizio di lire 33,65, un portafogli e un portamonete con una corona austriaca”.
Nonostante l’ attenzione delle autorità, le notizie, a volte, arrivavano in ritardo causando nei familiari tristezza e dolore. Il 12 gennaio 1916 il sindaco di Rivolta d’ Adda riceveva dalla Croce Rossa di Roma:“ Prego comunicare famiglia dovuti riguardi parole conforto ispirandosi sentimenti patriottici seguente notizia pervenutaci autorità austriache militare MOREA MARIO 154 ° Fanteria senza altre indicazioni raccolto morto campo battaglia sepolto presso Coston”. Il caporale MOREA MARIO, di Giuseppe, classe 1894, era morto il 20 agosto 1915. Al padre viene recapitata la somma di £ 2,75 e, in un primo momento, non usufruisce di nessun sussidio“ perché lavorava un appezzamento di terra e perché aveva altri due figli conviventi e che lo aiutavano”. Questi, nel 1917, vengono richiamati alle armi,“ lasciando a casa il padre inabile”, circostanza che spinge il sindaco a chiedere alla Corte dei Conti“ se sia possibile rinnovare la domanda di pensione”.
Caporal Maggiore BONOMINI DARIO, di Sigismondo e Meotti Giovanna, classe 1891, 42 ° fanteria, 5 ª compagnia, deceduto il 24 agosto 1915. Il 27 ottobre 1915 il sindaco Borgazzi scriveva al Comando della Divisione Militare di Bologna:“ Come Sindaco e come Presidente del Comitato di Assistenza alle famiglie dei militari in guerra, non posso rifiutarmi alla preghiera di una famiglia del luogo che invano ha tentato altre vie informative per conoscere la sorte del suo congiunto Bonomini Dario caporale del 42 ° fanteria 5 ª compagnia, del quale non si hanno più notizie dirette sino dalla metà di agosto, quando partecipò a vivissimo combattimento sulle pendici del Montenero. Dei suoi commilitoni, chi lo dice morto, chi gravemente ferito, chi disperso, e niente di positivo si poté ottenere nemmeno dal Comando del Corpo cui aggregato il Bonomini. I suoi vecchi genitori sono rassegnati a qualunque triste evento per il figlio pur di essere tolti dall’ angoscioso dubbio e di fronte a questo loro legittimo desiderio, codesto Spettabile Comando vorrà scusarmi l’ ardire di interessarlo in merito”. L’ autorità militare, il 27 ottobre 1921, al momento di istituire la pratica pensionistica inviava, in sostituzione dell’ atto di morte che non possedeva una dichiarazione di irreperibilità nella quale si precisava che“ il militare prese parte ai combattimenti a Monte Sleme. Dopo tale fatto non venne riconosciuto tra i militari dei quali fu accertata la morte o che risultavano essere prigionieri. Irreperibile e presumersi morto il 14 agosto 1914”. Nella scheda del Caporal Maggiore BONOMINI DARIO la data di morte presunta venne posticipata di dieci giorni.
Anche per GARIBOLDI GIACOMO di Luigi e Bruni Angela, classe 1892, soldato zappatore, 156 ° Reggimento fanteria, 11 ª compagnia, il 26 agosto 1915,“ a nome dei genitori si chiedono informazioni perché circolano voci in paese che il militare sia ferito gravemente negli ultimi combattimenti”. GARIBOLDI GIACOMO muore due mesi dopo, il 15 ottobre 1915, in seguito a ferite riportate in guerra. Ai genitori si trasmette“ quanto era di pertinenza del soldato defunto e cioè la somma di lire 13.10 e un temperino, un portamonete e carte varie”. ALBANI FRANCESCO di Alberto e Milanesi Angela, classe1895, 42 ° artiglieria da campagna, morto a Breganze il 27 giugno 1915 per improvviso malore. Ai funerali partecipa anche il fratello Francesco, di anni 31, che morirà un anno più tardi.
MORONI LUIGI, di Pietro, soldato, 90 ° fanteria, morto per malattia il 16 ottobre 1915 a Valle Doblac. Dal giorno della sua morte al 30 settembre 1918 venne pagato per il figlio Francesco
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