Pubblicazioni e documenti SOLDATI DI RIVOLTA NELLA PRIMA GUERRA MONDIALE | Seite 3

quindicina di dicembre 1916, passato in ospedale di contagiosi pure di Bologna sulla fine dello stesso mese e inviato in licenza di convalescenza in attesa di riforma il 10 gennaio 1917”. GALONZELLI ANANIA, “grande invalido di guerra, muore il 12 maggio 1922, all’età di 36 anni, all’ospedale di Cernusco sul Naviglio. In uno scritto redatto per le partiche pensionistiche, a favore degli orfani (la madre muore il 19 luglio 1916) Rosa e Valeriano (ancora minori), si precisa che la direzione dell’ospedale “… non è in grado di dire se la malattia fu riconosciuta dipendente da causa di servizio militare”. Più volte le tragedie dei soldati che affrontavano le battaglie sugli altopiani e nelle trincee si diffondevano e purtroppo, spesso, corrispondevano al vero, ancora prima delle comunicazioni ufficiali dei comandi militari. In un documento del 16 agosto 1915 leggiamo: “Da una quindicina di giorni e con insistenza corre voce che il militare Lavarini Alberto di codesto reggimento, 12ª compagnia, sia stato ucciso in guerra e pare per informazioni date dai suoi compagni d’arme. I suoi genitori ai quali è giunta la notizia pregano la S.V. Illustrissima a volerli cortesemente informare se tale notizia sia vera o no”. La giovane vita di LAVARINI ALBERTO, di Lucio e Mandelli Margherita classe 1894, 42° fanteria, si era già spenta il 25 luglio 1915 qualche settimana prima che la lettera venisse scritta. In quasi tutte le documentazioni (finalizzate ad ottenere le pensioni di guerra) raccolte nell’archivio comunale sono conservate , in forma originale, le lettere del sindaco o degli addetti agli uffici inviate ai comandi per conoscere la sorte dei sodati al fronte. Scriveva il 26 agosto 1915 il sindaco Manara all’ Illustrissimo Signor Comandante il 23° fanteria zona di guerra: “La madre del militare Sangalli Alberto fu Carlo appartenente alla 10ª compagnia non avendo più notizie del figlio prega la S.V. a volerne cortesemente dare informazioni”. SANGALLI ALBERTO, 23° Reggimento fanteria di linea Novara, classe 1895, di anni 20, muore il 30 luglio 1915. Qualche mese più tardi alla madre Itassi Irene, arriva, al netto delle imposte, la somma di £ 5,00. Non mancarono, come del resto accade in ogni guerra, i prigionieri. CORNELLI LUIGI, di Pietro e Valeri Maria, classe 1894, soldato trombettiere del 92° Reggimento fanteria, 1ª compagnia, prigioniero di guerra n.365, morto in prigionia nella casa di salute di Smiker il 4 agosto 1915 e non, come si legge in un altro documento, nel mese di settembre sul Monte Rothel. In un telegramma inviato da Torino il 16 agosto il Comandante del 92° fanteria Dedominicis addirittura scriveva: “Non è giunta alcuna notizia riguardante soldato Cornelli Luigi Stop Lo si ritiene incolume Stop”. La Croce Rossa Italiana, più di due anni dopo la morte del militare, non mancava di far recapitare al padre “affetto da malattia tale che lo rende assolutamente incapace a qualsiasi proficuo lavoro” gli effetti personali del figlio: “ lire 5,60, un portamonete, un anello, un portafoglio di tela, lettere, fotografie, un lapis e un taccuino”. Al termine del conflitto, come succederà per altri militari caduti in battaglia, verrà corrisposta la somma spettante di lire 578,30. La paga giornaliera per un soldato semplice era di lire 0,50. Caporale SPINI EGIDIO, di Bartolomeo e della fu Guinzoni Maria, classe 1889, anni 26, di professione contadino, 89° fanteria di linea, muore il 12 agosto 1915. Al padre “privato del sussidio governativo, in attesa della liquidazione della pensione, trovandosi in condizioni economiche disastrose causate anche dalla sua tarda età che lo impedisce di lavorare” vengono 3