1915
celebrati nelle vie e nelle piazze e che riposano avvolti nello splendore del marmo e non i giovani sepolti“ in un campo di grano”, vegliati“ all’ ombra dei fossi da mille papaveri rossi”. Abbiamo voluto ricordare i soldati del nostro paese che non hanno più fatto ritorno alle loro case e che, sicuramente, ne sono la prova i nomi“ ereditati” da nipoti e familiari, non sono mai stati dimenticati dai loro parenti. E’ altresì un doveroso omaggio a una gioventù che ha vissuto la tragedia della guerra che, come recita l’ articolo 11 della Costituzione Repubblicana, l’ Italia“ ripudia come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali” in nome di una cultura della pace che le generazioni, come la nostra, ha maturato anche grazie al sacrificio di quelle giovani vite.
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Una lettera, datata 23 luglio 1915, inviata alla Regia Sottoprefettura di Crema, a firma del sindaco Borgazzi, per " istruire la pratica inerente al conferimento della pensione a chi di diritto " ci fornisce il nome del " primo disgraziato caso della morte in campo di un militare appartenente a questo Comune. Si tratta di LUIGI VOLPI, classe 1893, di anni 22, soldato zappatore, 1 º Reggimento Genio, 7 ª compagnia, deceduto alle ore nove del 18 luglio 1915, nell ' ospedaletto da campo N. 119, a Papariano, per grave emorragia interna consecutiva a ferita. I genitori, entrambi domiciliati a Rivolta d ' Adda risultavano essere contadini.
A ben guardare il triste primato spetterebbe ad un altro giovanissimo( aveva vent ' anni) rivoltano. Alla fine di agosto, al sindaco che aveva cortesemente chiesto informazioni del " soldato MONFRONI FRANCESCO appartenente all ' 11 ª compagnia del quale non si hanno più notizie da un mese a questa parte, per tranquillizzare il di lui vecchio padre ", giungeva comunicazione che il militare, classe 1895, figlio di Pietro e di Danieli Carolina, appartenente al 92 ° Reggimento fanteria prese parte al combattimento sul Monte Cavallino dove presumibilmente morì il 17 luglio 1915. Per alcuni mesi i familiari non ebbero la certezza che il figlio militare avesse perso la vita in battaglia dal momento che in una lettera del 24 novembre 1915 dell’ Ufficio milanese per notizie alle famiglie dei militari di terra e di mare, a firma di Carla Lavelli Celesia, indirizzata al signor Monfroni Pietro abitante a Rivolta d’ Adda in via San Michele 67 si precisa che”… Monfroni Francesco del 92 ° Fanteria non è nelle liste di prigionieri, a tutt’ oggi pervenuteci. Iniziamo subito per altra via le ricerche”.
Nella stessa battaglia in Cadore, sul Monte Cavallino, veniva dichiarato“ irreperibile e doveva presumersi morto, il 18 luglio, il soldato ACQUATI CARLO di Domenico, classe 1895, 8 ª compagnia del 91 ° Reggimento fanteria.“ Essendo notorio che il militare suddetto ha preso parte a diversi combattimenti” allo scopo di tranquillizzare la famiglia il comune inviava al comando una lettera per avere informazioni sulla sua sorte. La dichiarazione di irreperibilità verrà recapitata alla famiglia il 16 giugno 1916 insieme a una somma di £ 2,00 e a un brevetto con medaglia di bronzo.
Non mancarono tra i giovani del paese quelli che partirono volontari come il falegname GALONZELLI ANANIA, di fu Misaele e fu Secchi Rosa, classe 1886, I ° artiglieria pesante campale, coniugato con Mai Maria di professione sarta e padre di Valeriano e Rosa. In una lettera del Commissario Prefettizio si legge:” … che il tubercoloso di guerra Galonzelli Anania risulta essere stato ricoverato nell’ Ospedale Principale Militare di Bologna nella II
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