Non è affatto necessario scrivere una didascalia così lunga. Soprattutto se l ' ambiente che descriviamo è più usuale, non ha niente di specifico che ci serve nella narrazione. Potete iniziare scrivendo solo: In un supermercato. Oppure: alla stazione. Però immaginare le cose più nel dettaglio vi può aiutare a vedere nel dettaglio anche i personaggi. Se scrivere una lunga didascalia- che quasi sicuramente nella messa in scena non verrà rispettata- aiuta la vostra fantasia, allora scrivetela senza esitazioni. Ma quand ' anche l ' abbiate scritta benissimo, sappiate che non avete ancora cominciato. Perché la commedia comincia con la prima battuta.
Immaginiamo che nel nostro lavoro ci sia un marito, sposato da poco. La moglie è già in scena. Forse lui entrerà dicendo: " Dov ' è il mio cappello?". Così in effetti comincia la commedia più famosa di Natalia Ginzburg, Ti ho sposato per allegria 71. È un inizio gagliardo, spiazzante, che mette subito in movimento i due personaggi. Che operazione mentale ha fatto Natalia Ginzburg in questo momento? Ha aperto la lente di ingrandimento sui suoi personaggi, è in mezzo a loro, sullo stesso piano, li sente, li osserva nei loro gesti più quotidiani. Questa prima battuta dovrà avere una reazione, Giuliana, la protagonista, dovrà rispondere, entrare in relazione col marito attraverso il cappello. La commedia ora è incominciata davvero.
Avete bisogno di una precisione chirurgica, perciò è normale che l ' inizio vi prenda un tempo molto lungo. Le prime battute sono decisive, e se finirete la prima giornata di lavoro avendo scritto solo una pagina, non preoccupatevi. Poi sarete molto più veloci. Magari quelle poche battute che avete scritto le taglierete, scoprirete che è più utile partire un po ' più avanti nell ' azione. È quello che si chiama " taglio in testa ", e vi darà modo di partire dalla battuta più efficace. Ma per il momento non importa. Se sentite che le battute sono giuste, adatte, vuol dire che tutto il lavoro è partito. Vi sorprenderete a scrivere cose che non pensavate e che vi escono spontaneamente. Certe volte dette dal personaggio sbagliato. Non stupitevi se a volte vi ritroverete a scambiare le battute tra i personaggi. Succede spessissimo, siete sempre voi a scrivere e ogni tanto all ' inizio invertite il circuito perché non avete ancora affinato la capacità di distinguere le diverse voci.
All ' inizio potreste avere l ' impressione, seguendo i personaggi così nel dettaglio, di andare fuori pista, di non rispettare la storia che avevate previsto. È un ottimo indizio che siete sulla buona strada. Avete creato una mappa, ma ora è tutto vivo, sapete che arriverete al tal posto, ma come ci arriverete lo scoprirete solo strada facendo. Se avete l ' impressione di trascurare la mappa è perché vi siete calati nei personaggi, che se ne infischiano di come deve procedere la storia. Ma siccome la storia si è depositata nel profondo di voi, vedrete che i personaggi a un certo punto cominceranno
71 Ti ho sposato per allegria( Id., 1964) è una commedia di Natalia Ginzburg. È la storia di Pietro e Giuliana sposati da una settimana, dopo solo un
mese di conoscenza. Pietro, è una persona pacata, avvocato, di solida condizione sociale, abituato a una vita borghese, mentre Giuliana, scappata di casa a diciassette anni, è simpatica, indolente e pasticciona. Dalla pièce è stato tratto il film omonimo, del 1967, diretto da Luciano Salce, interpretato da Monica Vitti e Giorgio Albertazzi; tra gli sceneggiatori la stessa Ginzburg.
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