Portfolio 2016 | Page 20

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ECO DI BIELLA GIOVEDÌ 12 MAGGIO 2016
Stasera a Guardabosone
Raccontare la Resistenza
A Guardabosone, stasera, alla Biblioteca“ A. Togna”, alle ore 21, si svolgerà l’ incontro Raccontare la Resistenza tra storia e letteratura, con interventi sul tema di Giacomo Verri e Alessandro Orsi, a partire
dai rispettivi volumi Racconti partigiani e Là sul Baranca. Il comandante Pietro Rastelli e la brigata“ Strisciante Musati”, quest’ ultimo scritto con Enrico Pagano ed edito dall’ I s t i t u t o. L’ iniziativa è organizzata dal Comune e dalla Biblioteca“ A. To g n a” di Guardabosone, in
collaborazione con l’ I s t i t u t o.
Domani in via Italia
Cigna e le colonne sonore
Domani si rinnova l’ appuntamento dedicato agli amanti della musica in vinile, che da quasi due anni si ritrovano presso Cigna Dischi, lo storico negozio di musica situato a
Biella in Via Italia 10. Tema della serata, dal titolo Le colonne d’ Ercole, saranno le colonne sonore ed i film che più appassionano i frequentatori delle serate musicali animate da Elio, Stefano( i proprietari del negozio) e Luca Pasquadibisceglie. Appuntamento alle ore 19 con ingresso libero.
Sabato a Chiavazza
Teatro dello Zircone
La“ Strategia della Farfalla” di Ferdinando Crini è il nuovo spettacolo del Teatro dello Zircone. Andrà in scena sabato, alle ore 21, al teatro parrocchiale di Chiavazza. Ingresso 7 euro.

EVENTO / ALLE 18.30 A PETTINENGO CON INGRESSO LIBERO A OFFERTA

Frida Kahlo: l’ anima fragile di una ribelle

Dietro il mito, il diario intimo dell’ artista messicana, in uno spettacolo a favore di Pacefuturo in programma sabato a Villa Piazzo

Dietro il mito, il diario intimo dell’ artista messicana, in uno spettacolo a favore di Pacefuturo, sabato alle ore 18.30 a Villa Piazzo, Pe t t i n e n g o.
Sarà un viaggio alla scoperta della personalità- complessa, contraddittoria e modernissima- della pittrice messicana Frida Kahlo: non il suo lato pubblico – l’ ar- tista, l’ attivista politica, la donna volitiva, eccentrica, rivoluzionaria, trasgressiva – ma il suo mondo privato, fatto di fragilità, insicurezza, sofferenza fisica e psichica.
Il mondo di una donna che ha saputo convivere con il proprio corpo, irrimediabilmente lacerato da un grave incidente, e tradurre la sua solitudine e sofferenza in immagini potenti, dove il dolore, la debolezza, la paura diventano segno, colore, forza espressiva, ironia, urlo vitale. Lo spettacolo nasce dalle ricerche di un’ appassionata grafologa, Carolina Nara Velludo, affascinata dallo studio della calligrafia degli artisti: « Quando ho visto il diario di Frida sono rimasta fulminata: è un lungo grido di dolore, una libera rappresentazione di desideri, pulsioni, angosce. Fantasie disegnate non per essere viste da altri ma per se stessa. Dalla scrittura emergono due Frida, opposte e complementari: femminile e maschile, tenerezza e aggressività, conformismo e ribellione ».
Un mondo che Frida ha saputo – a dispetto di malattia, pregiudizi, convenzioni sociali- interpretare e vivere da vera protagonista.
Info- Ingresso a offerta libera a sostegno delle attività di Pacefuturo onlus.
A seguire, cena messicana( e15), gradita prenotazione
Tel. 334.9718586. lSimona Perolo
Un autoritratto e, ai lati, due foto di Frida Kahlo
IL PERSONAGGIO

Viva la vida, nonostante tutto

Considerata in Messico una sorta di divinità nazionale, Frida Kahlo è stata innanzitutto una pittrice, originale e potente, spesso definita surrealista: etichetta che ha poi rifiutato perché, sosteneva,“ non ho mai dipinto dei sogni, ho rappresentato la mia realtà”. Ma è stata tante altre cose: attivista politica, cresciuta durante la Rivoluzione messicana del 1910-17 e poi militante comunista; studiosa delle culture preispaniche e delle tradizioni del suo paese, a cui rendeva omaggio nello stesso arredamento della sua casa e nel suo personalissimo abbigliamento; donna appassionata e trasgressiva, dalla travagliata relazione con Diego Rivera alla sua dichiarata bisessualità. Ed è così diventata un simbolo per movimenti artistici, politici, femministi, gay. E da ultimo il
mondo del fashion ne ha fatto u n’ icona di stile, il cui look viene citato e celebrato sulle passerelle e in pubblicità.
Una vita breve, difficile, intensa e appassionata, segnata- ma non piegata- da gravi problemi di salute: affetta fin da piccola dalla spina bifida, che la rende claudicante, a 18 anni Frida subisce un grave incidente, che le frantuma la colonna vertebrale e il bacino, immobilizzandola a lungo a letto: qui inizia a dipingere l’ unico soggetto che ha a portata di mano, il suo corpo martoriato, che diventerà il leit motif della sua produzione artistica:“ dipingo me stessa, perché passo molto tempo da sola e sono il soggetto che conosco meglio”, afferma. Riprende a camminare, ma tutta la sua esistenza sarà accompagnata dal dolore fisico, oltre che dal desiderio frustrato di maternità, che sfocerà in un traumatico aborto.
A introdurla sulla scena artistica e politica è Diego Rivera: lui, grande e grosso, ha 40 anni, è un muralista celebre, leader politico, irriducibile donnaiolo; lei ha 20 anni di meno, è un’ aspirante pittrice dal fisico minuto e
Da questa scoperta è nato dapprima uno spettacolo teatrale e poi questo‘ per- corso narrante’: il racconto, su testi di Nara Velludo; le lettere e le poesie di Frida, con la voce recitante di Patrizia Verrastro; e, naturalmente, le immagini delle opere, di grande impatto visivo ed emotivo. Un viaggio anche sonoro, con brani del ricco folclore musicale messicano- rivisitati dalla voce e chitarra della cantautrice biellese Valeria Caucino e accompagnati dalle congas del percussionista messicano José Luis Romo- che ci riportano allo scenario del racconto: il Messico che, uscito dalla rivoluzione, a partire dagli anni’ 30 ospitò intellettuali e artisti europei, in fuga dalle dittature nazifasciste, diventando un crogiuolo di idee, avanguardie, c u l t u r e.
sofferente. La loro burrascosa relazione sarà l’ altra costante della vita di Frida, nonostante le sue numerose relazioni con personaggi quali il rivoluzionario russo Lev Trockij, il poeta André Breton, il fotografo Nickolas Muray, la fotografa Tina Modotti, per citare i nomi più noti.
Nonostante i problemi fisici che la affliggono, continua a dipingere, per lo più autoritratti, e una serie di mostre a New York, Parigi, Città del Messico consacrano il suo successo. Nel 1954- dopo aver dipinto un ultimo quadro, intitolato‘ Viva la vida’– muore, a soli 47 anni, nella sua amata Casa Azul di Città del Messico, oggi trasformata per suo volere in un visitatissimo mus e o. lS. P.