1 – figura + dida:
Strumenti di policy
Contenere la produzione e la domanda
Comprende misure che aumentano il costo o limitano la disponibilità della plastica
Potenziare il riciclo
Comprende misure per aumentare il contenuto riciclato e migliorare i sistemi di riciclo
Progettazione per la circolarità
Comprende standard di prodotto e incentivi per la sostituzione dei materiali
Chiudere le vie di dispersione
Comprende misure per rafforzare i sistemi di raccolta, trattamento e smaltimento dei rifiuti
Misure normative
Grandi tipologie di strumenti di policy
Strumenti economici
Misure informative e comportamentali
Impongono requisiti obbligatori a produttori o consumatori. Comprendono divieti 02 – figura su determinati + dida prodotti:, standard minimi di contenuto riciclato e requisiti di progettazione. Sebbene tali misure possano produrre risultati ambientali positivi, la loro efficacia dipende dall’ applicazione delle norme e tali misure possono limitare la flessibilità degli operatori di mercato.
Cercano di orientare i comportamenti attraverso gli incentivi. Imposte, tariffe, sussidi e sistemi di deposito cauzionale possono influenzare i prezzi e incoraggiare scelte più sostenibili. Questi strumenti sono spesso più flessibili e possono generare entrate che possono essere reinvestite- ad esempio nelle infrastrutture di gestione dei rifiuti.
Mirano a influenzare le decisioni con l’ informazione e gli stimoli a cambiare abitudine( sistemi di etichettatura, campagne di sensibilizzazione del pubblico) oppure cambiando le opzioni predefinite. Pur essendo in genere insufficienti da soli, questi interventi possono integrare le misure normative ed economiche, rafforzando il cambiamento comportamentale.
Gli strumenti a disposizione delle politiche( N. B. tutte le traduzioni delle figure sono a cura della redazione)
SCENARIO 1 Tetto del 5 % su produzione di plastica vergine |
SCENARIO 2 Incentivo uniforme per il riciclo( tassa sui rifiuti conferiti in discarica) |
SCENARIO 2a Incentivo di riciclo mirato( tassa e sussidio calibrati) |
SCENARIO 2b Scenario 2a + liberalizzazione degli scambi commerciali |
Volume di plastica vergine |
-5,0% |
-1,2% |
-0,4% |
-0,4% |
Prezzi della plastica |
+ 8,5 % |
-0,8% |
-0,2% |
-0,3% |
Generazione di rifiuti |
-12,4 Mt |
+ 0,9 Mt |
+ 0,3 Mt |
+ 0,3 Mt |
Volume di riciclo |
+ 19,9 Mt |
+ 32,7 Mt |
+ 33,6 Mt |
+ 33,7 Mt |
Dispersione
-8,7 Mt – valore preso come risultato finale da raggiungere in tutti gli scenari Benessere netto globale-16,8 mld $-3,2 mld $-0,5 mld $-0,4 mld $
Gli strumenti a disposizione Per affrontare problemi come la dispersione dei rifiuti è necessario intervenire con strumenti adeguati lungo l’ intero ciclo di vita dei prodotti. Il dibattito si è concentrato spesso sull’ offerta di plastica vergine, ma la dispersione dipende da sistemi di gestione dei rifiuti carenti, infrastrutture deboli o inesistenti per la raccolta e lo smaltimento e scarsi incentivi al riutilizzo e al riciclo. Le misure a monte agiscono sull’ uso dei materiali lungo tutta la catena, ma possono costare di più e avere conseguenze indesiderate a seconda dei Paesi e dei settori; quelle sulla gestione dei rifiuti intervengono dove la plastica rischia di essere dispersa in ambiente e, pur richiedendo investimenti, possono dare grandi benefici. Lo conferma il rapporto What a Waste 3.0 della Banca Mondiale, secondo cui l’ introduzione della raccolta e gestione controllata o i miglioramenti relativamente modesti dei sistemi di base, in particolare nei Paesi a basso reddito, possono produrre benefici ambientali sproporzionatamente elevati a costi comparativamente bassi. Per sostenere la crescita del riciclo può servire anche il riciclo chimico, che scompone i rifiuti di plastica nei loro componenti chimici di base. Affianca il riciclo meccanico senza sostituirlo e permette di trattare anche plastiche miste, contaminate o multistrato. Tra gli strumenti economici ha un ruolo centrale la responsabilità estesa del produttore( EPR), per cui chi immette sul mercato prodotti e imballaggi ne finanzia o gestisce il fine vita, internalizzando il costo dei rifiuti e collegando così le misure a monte alla gestione dei rifiuti.
Benessere globale delle famiglie
-128,4 mld $-18,0 mld $-0,5 mld $-0,4 mld $
Produzione lorda globale-20,2 mld $ + 4,8 mld $ + 0,2 mld $ + 1,0 mld $
Effetti dei quattro scenari rispetto allo scenario di riferimento- La riduzione della dispersione( 8,7 Mt) è uguale in tutti gli scenari, perché sono calibrati su questo risultato: cambiano i costi economici e il modo in cui lo si ottiene. Il benessere netto somma alla variazione del benessere delle famiglie i profitti sovranormali che il tetto procura alle imprese; il benessere delle famiglie riflette invece il reddito reale della popolazione più ampia. La produzione lorda globale misura l’ attività economica complessiva e non coincide con il benessere.
L’ ecomodulazione delle tariffe EPR, più basse per imballaggi facili da riciclare( come bottiglie in PET e contenitori in HDPE) o con contenuto riciclato, può in teoria spingere alla progettazione circolare, ma è complessa da amministrare e le prove di efficacia sono ancora limitate. L’ EPR da sola invece può non bastare per i grandi investimenti iniziali dove i sistemi vanno costruiti da zero. Segnali modesti, come le tariffe sui sacchetti monouso, funzionano dove esistono alternative accessibili; altrove servono esenzioni, gradualità o sostegni. Conta dunque calibrare gli interventi su sviluppo, infrastrutture e capacità istituzionale di ogni Paese.
Gli scenari Gli scenari considerati nel report di Oxford Economics non sono proposte di trattato, ma illustrazioni stilizzate di direzioni di policy alternative. Tutti gli scenari sono calibrati sulla stessa riduzione della dispersione, così che a cambiare siano solo i costi economici. I risultati sono le differenze rispetto a uno scenario di riferimento senza interventi e vanno letti come effetti di medio periodo, a tre-cinque anni dall’ attuazione.
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