Uno studio di Oxford Economics per ICCA indica che, per ridurre la plastica dispersa nell’ ambiente, raccolta e riciclo calibrati sulle aree del mondo costano meno e comportano meno perdite di benessere in confronto a un limite alla produzione. Ma la risposta sta in un approccio equilibrato.
AMBIENTE [ E RICICLO ]
Uno studio di Oxford Economics per ICCA indica che, per ridurre la plastica dispersa nell’ ambiente, raccolta e riciclo calibrati sulle aree del mondo costano meno e comportano meno perdite di benessere in confronto a un limite alla produzione. Ma la risposta sta in un approccio equilibrato.
Inquinamento da plastica: scenari e strategie per un trattato globale
di Valeria Mazzucato
L
’ inquinamento da rifiuti di plastica è una delle sfide ambientali più pressanti. Se le politiche restano quelle attuali, uso di plastica e produzione di rifiuti quasi triplicheranno entro il 2060 e la dispersione nell’ ambiente raddoppierà, con gli aumenti maggiori nelle economie in via di sviluppo, dove raccolta e gestione dei rifiuti sono più deboli. Dal 2022 le Nazioni Unite negoziano un trattato giuridicamente vincolante che copra l’ intero ciclo di vita della plastica, ma il consenso si è rivelato difficile su un nodo: puntare soprattutto sulle misure a monte, cioè limitare la produzione di plastica vergine, oppure su raccolta, riciclo e circolarità? Secondo il report“ Valutare i percorsi di policy per porre fine all’ inquinamento da rifiuti di plastica”(“ Evaluating policy pathways to end plastic waste pollution”) realizzato dalla società di consulenza Oxford Economics per ICCA( International Council of Chemical Associations, il consiglio internazionale che rappresenta l’ industria chimica a livello globale) e pubblicato nel settembre 2026, i modelli esistenti sottovalutano aspetti come le conseguenze dei limiti alla produzione per i Paesi che non producono plastica ma ne dipendono per servizi e beni essenziali e il ruolo della gestione dei rifiuti per ridurre la dispersione a costi contenuti. Il report prova ad analizzare questi elementi con un confronto quantitativo, adottando un modello di equilibrio economico generale che rappresenta dieci regioni del mondo- sviluppato dalla Purdue University e già impiegato dall’ OCSE- e segue produzione, consumi, prezzi, scambi e gestione dei rifiuti.
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