Da sinistra, cassone di torsione per piani di coda realizzato da Daher in LM-PAEK con saldatura a induzione, in collaborazione con Victrex e IRT Jules Verne: meno fissaggi, più aerodinamica
Pannello di fusoliera in CFRTP di Kawasaki Heavy Industries, prodotto con pressatura continua e coconsolidamento locale, in partnership con Toray, Jamco e Suruga Engineering
co-consolidamento per ottenere uno skin auto-irrigidito. L’ assemblaggio finale avviene tramite saldatura a induzione, una soluzione che permette di sostituire fissaggi meccanici, alleggerire il componente e migliorare la qualità aerodinamica delle superfici. Questa tecnologia offre anche un vantaggio significativo in termini di supply chain: la produzione richiede meno attrezzature, riduce i tempi di consegna e minimizza i pezzi di consumo, rendendo più agile l’ intero ciclo industriale.
Pannelli di fusoliera in CFRTP a pressatura continua L’ ultimo progetto, sviluppato da Kawasaki Heavy Industries con partner giapponesi, affronta una sfida fondamentale: produrre pannelli di fusoliera irrigiditi in CFRTP con tempi di flusso molto più rapidi rispetto ai processi autoclave. La soluzione proposta combina un innovativo sistema di co-consolidamento locale, una raffinata gestione termica dello stampo e un processo di pressatura continua che consente di integrare più stringer nello skin in un unico ciclo. Il metodo permette di ottenere pannelli con variazioni di spessore complesse, profili cavi ad elevata stabilità e saldature affidabili senza necessità di presse di grandi dimensioni. I vantaggi sono evidenti: tempi ridotti, costi inferiori e una qualità produttiva costante,
IL PROGETTO SVILUPPATO DA KAWASAKI HEAVY INDUSTRIES CONSISTE NEL PRODURRE PANNELLI DI FUSOLIERA IRRIGIDITI IN CFRTP CON TEMPI DI FLUSSO MOLTO PIÙ RAPIDI RISPETTO AI PROCESSI AUTOCLAVE
elementi cruciali per chi punta a produzioni ad alta frequenza.
Verso un’ aeronautica più sostenibile I progetti presentati al JEC delineano un panorama in cui i compositi non sono più solo materiali ad alte prestazioni, ma diventano abilitatori industriali: rendono possibile automatizzare l’ assemblaggio, ridurre drasticamente il numero di componenti, passare a processi continui e saldabili, avvicinando l’ aeronautica a una logica produttiva di tipo industriale, scalabile e modulare. La combinazione tra materiali termoplastici, automazione avanzata e processi one-shot rappresenta la vera svolta. In un settore chiamato a ridurre del 90 % le emissioni entro il 2050, l’ apporto dei materiali non può essere marginale: deve essere strutturale. I dimostratori, le tecnologie e i processi emersi al JEC indicano che l’ industria ha imboccato con decisione questa direzione
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