Un’ altra barriera sistemica riguarda l’ ampliamento del riutilizzo. Da diversi anni molti studi suggeriscono che gli imballaggi riutilizzabili potrebbero essere uno dei maggiori driver nella riduzione dell’ inquinamento da plastica. Tuttavia, l’ economia del riutilizzo funziona al meglio solo su larga scala, con infrastrutture condivise di raccolta e lavaggio e l’ adozione diffusa del riutilizzo da parte dei consumatori. Questo tipo di economia è al momento frenato da incertezza su diversi fronti. Ad esempio, sulle modalità per raggiungere una larga diffusione del riutilizzo, sui tempi necessari affinché il riutilizzo diventi competitivo in termini di costi rispetto agli imballaggi monouso e su quali meccanismi politici consentirebbero di lanciare e rafforzare questa tipologia di mercato. La terza barriera sistemica individuata nel rapporto dell’ Agenda 2030 riguarda una tipologia specifica di imballaggi, quelli flessibili. Gli imballaggi flessibili registrano, a livello mondiale, una crescita rapida, con forti proprietà funzionali e basso peso. Queste caratteristiche che sono nel periodo di vita dell’ imballaggio dei vantaggi notevoli, diventano invece impegnative dal punto di vista dell’ economia circolare, con bassi tassi di riciclo e alti tassi di dispersione. Si registra una mancanza di allineamento sulle soluzioni alternative, con la conseguente paralisi degli investimenti in R & S e dell’ ampliamento della produzione necessari per aumentare la fattibilità delle alternative.
Politiche e advocacy Senza l’ azione dei governi, gli sforzi delle imprese da sole non saranno mai sufficienti. Sono necessarie misure politiche mirate e incentivi fiscali e finanziari trasversali più ampi. Negli ultimi anni in effetti una serie di nuove politiche hanno iniziato a guidare cambiamenti significativi, richiedendo però investimenti aziendali sostanziali. Allo stesso tempo, in gran parte del mondo, mancano ancora i quadri necessari per realizzare la trasformazione sistemica. Le imprese non devono attendere in disparte. Attraverso la rappresentanza collettiva possono accelerare politiche efficaci e con l’ azione collaborativa possono ridurre i costi della transizione. Anche per sciogliere i nodi delle barriere sistemiche è necessaria la collaborazione. Questa è di fatto l’ unica via utile a sviluppare nuovi comportamenti nei consumatori, nuove infrastrutture e nuove catene di fornitura. Qui la richiesta non è per progetti pilota e per progetti su piccola scala, ma per collaborazioni su larga scala che coinvolgano una massa critica di imprese, a livello di città e Paese, con un percorso chiaro diretto a espansione ulteriore. In quest’ ottica, è importante che le singole imprese continuino ad ampliare soluzioni comprovate e a condividere i fondamenti dei loro progressi. Le aziende possono intervenire su diversi fronti, come mostrato da molte delle realtà che hanno aderito gli scorsi anni al Global Commitment. Ad esempio migliorando la progettazione per la riciclabilità, eliminando articoli e sostanze chimiche problematiche, aumentando il contenuto di riciclato e implementando modelli di riutilizzo quali la ricarica a casa( refill at home) o il B2B e il riutilizzo in ambienti chiusi come nel modello di business della simbiosi industriale.
Le politiche più significative introdotte nel periodo 2018-2025 per il settore degli imballaggi in plastica
Collaborare è fondamentale Il piano di azione“ 2030 Plastics Agenda for Business” delinea le azioni più importanti utili a superare le tre barriere sistemiche( sviluppo di infrastrutture di raccolta e riciclo, ampliamento del riutilizzo, soluzioni ai rifiuti da imballaggi flessibili) sulla base di un decennio di esperienze vissute dalle imprese stesse. Il focus è su queste tre tematiche, poiché in altre sono stati fatti già progressi maggiori e sono quindi meno prioritarie nei prossimi cinque anni. Certo cinque anni non sono molti, è necessario lavorare a ritmo sostenuto sulle tematiche individuate e su larga scala affinché i progressi influiscano sullo sviluppo di una nuova economia. Il mondo imprenditoriale deve quindi anche operare in modo collettivo, per stare al passo e per ridurre i costi di questa transizione. Sensibilizzazione e rappresentanza collettiva, azione collaborativa e azione individuale sono i tre elementi con cui oggi si dovrebbe lavorare. Anche se il contesto in cui le aziende stabiliscono obiettivi pubblici è diventato più complesso, un insieme di realtà industriali che rappresenta il 20 % del mercato mondiale degli imballaggi in plastica ha già aderito alla nuova Agenda. Un impegno concreto che attraversa l’ intera filiera, dai produttori di materiali fino al retail, tra cui Aliplast, Amcor, Bell Packaging Group, Borealis, Carrefour, Colgate-Palmolive, Danone, Henkel, Indorama Ventures, L’ Oréal, LyondellBasell, NatureWorks, Nestlé, PepsiCo, Schwarz Group, SC Johnson, Serioplast, Tomra, Unilever, Veolia e Werner & Mertz GmbH.
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