AMBIENTE [ E RICICLO ]
Lo scenario business-asusual nella produzione e nel fine vita delle plastiche
Partecipazione e cambiamento L’ Agenda 2030 richiede la diffusione di soluzioni comprovate per affrontare le barriere sistemiche, che bloccano anche i progressi già fatti, e per chiedere e contribuire alla creazione di politiche governative che allineino gli incentivi con gli obiettivi circolari. Le politiche governative sono tra l’ altro essenziali per mobilitare l’ 80 % del mercato che rimane in parte inattivo. Aderendo a questa Agenda, le imprese hanno l’ opportunità di informare i portatori di interesse, tra cui i potenziali clienti, e restare al passo con la regolamentazione. Occorre concentrarsi sulla promozione del cambiamento all’ interno delle proprie aziende e contribuire al contempo a cambiare il mercato più ampio. Questo passaggio fondamentale richiede però nuovi tipi di collaborazione che guidino l’ innovazione, creino domanda per le soluzioni e dimostrino ciò che è possibile. Attraverso la rappresentanza e la sensibilizzazione collettiva, le imprese possono impegnarsi in modo proattivo e positivo con i governi per accelerare lo sviluppo di politiche efficaci. Le società che per prime agiranno avranno più possibilità di contribuire allo sviluppo del panorama normativo e trasformare potenziali sconvolgimenti in opportunità. Potranno inoltre collaborare in modi nuovi per ridurre i costi e i rischi della transizione, producendo al contempo le prove pratiche di cui i responsabili delle istituzioni hanno bisogno per avviare le soluzioni politiche più adeguate. Parallelamente, le realtà industriali aderenti ad Agenda 2030 possono continuare a guidare l’ azione su aree che sono sotto il loro controllo.
da sole, come la gestione dei rifiuti da imballaggi flessibili, la costruzione di infrastrutture efficaci di raccolta e riciclo e l’ e- spansione dei modelli di riutilizzo. Oltre ai firmatari dell’ Agenda 2030 che riaffermano il loro sostegno al Global Commitment, attualmente più di 700 realtà industriali stanno lavorando verso questo modello di mercato all’ interno di contesti locali attraverso i Patti sulla Plastica( Plastics Pacts). E oltre 300 aziende e altre organizzazioni stanno collettivamente sostenendo un accordo giuridicamente vincolante per porre fine all’ inquinamento da plastica attraverso la Coalizione delle Imprese per un Trattato Globale sulla Plastica( Business Coalition for a Global Plastics Treaty).
UNA SERIE DI NUOVE POLITICHE HA GENERATO CAMBIAMENTI SIGNIFICATIVI, RICHIEDENDO PERÒ CONSIDEREVOLI INVESTIMENTI
Le barriere sistemiche Una delle barriere sistemiche principali è lo sviluppo di infrastrutture di raccolta e riciclo. È infatti fondamentale ridurre la quantità di rifiuti di imballaggio in plastica che viene generata. È vitale investire nelle infrastrutture per raccogliere e riciclare gli imballaggi in plastica, in considerazione degli oltre 140 milioni di tonnellate di imballaggi in plastica prodotti ogni anno, di cui a livello globale solo circa il 15 % viene riciclato e il 40 % viene gestito in modo improprio. Azioni da parte delle singole imprese, come la progettazione di imballaggi riciclabili e l’ aumento dell’ uso di materiali riciclati, sono certo elementi abilitanti. Tuttavia, le iniziative del singolo non sono sufficienti a sbloccare i miliardi di USD necessari per costruire e sostenere sistemi di raccolta e riciclo efficaci. È necessaria una strategia multi-stakeholder per attrarre investimenti e avviare gli interventi politici adeguati a garantire finanziamenti dedicati e continuativi e la domanda di materiali riciclati. Oggi nel tema del recupero e riciclo si inserisce anche una nuova figura, quella dei waste pickers, ovvero lavoratori indipendenti la cui attività si svolge letteralmente dentro la grande mole di rifiuti che si producono a livello urbano. Queste figure sono ormai diffuse un po’ ovunque nel mondo, non solo nelle zone ad alta povertà, e si occupano di selezionare tra i rifiuti i materiali riciclabili, prelevarli, dividerli per tipologia e rivenderli a terzi che si occupano dell’ effettivo riciclaggio dell’ oggetto. Si tratta di una figura che non è riconosciuta legalmente e che quindi opera senza alcuna tutela. L’ Agenda 2030 ritiene sia giunto il tempo di riconoscere queste figure e attivarsi affinché, assieme anche ad altri lavoratori nell’ industria delle materie plastiche, possano operare in contesti formali e legalmente riconosciuti.
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