Barriere culturali
Barriera 1. Mancanza di condivisione del know-how in termini di migliori pratiche di riciclaggio e di materiali e relative applicazioni nei componenti dei veicoli. Barriera 2. Stakeholder del settore automotive e della catena di approvvigionamento della plastica riciclata hanno opinioni diverse su chi dovrebbe essere responsabile di avviare la transizione verso la circolarità. Tutti si aspettano che il cambiamento sia guidato dall’ azione politica. trattamento dei loro veicoli indipendentemente dallo Stato membro in cui il veicolo diventa fuori uso. Un elemento centrale dell’ accordo è l’ introduzione di livelli obbligatori di contenuto riciclato nei veicoli nuovi. Gli obiettivi relativi alla plastica riciclata saranno introdotti gradualmente- 15 % entro 6 anni, 25 % entro 10 anni. Almeno il 20 % della plastica riciclata utilizzata deve provenire dal riciclaggio a circuito chiuso, vale a dire materiale recuperato da veicoli a fine vita.
Analisi della catena di approvvigionamento La transizione verso l’ economia circolare è complessa. Basti pensare che la produzione di rifiuti e la dipendenza dalle materie prime vergini sono rimaste negli ultimi anni particolarmente elevate, mentre la quota di materiali secondari che entrano nell’ economia è diminuita costantemente tra il 2018 e il 2023, passando dal 9,1 % al 7,2 %- secondo Circle Economy Foundation. Questo a fronte di una produzione annua di rifiuti plastici in UE di circa i 29,5 milioni di t / anno e con il settore automotive che in termini di domanda complessiva di plastica per la produzione di nuovi beni copre il 9,7 %, al terzo posto dopo imballaggi e costruzioni( dati Plastics Europe, 2020-2022). Gli sforzi per riciclare le plastiche provenienti dai veicoli sono ancora limitati. Vi sono tuttavia iniziative nel settore automotive in cui si stanno integrando quote minori di plastica riciclata nei nuovi veicoli- stimate a circa il 2,9 %( dati Plastics Europe, 2022).
Alla luce di questa complessità e del futuro regolamento ora in iter di approvazione, è interessante guardare a uno studio empirico del Joint Research Centre della Commissione Europea, in cui si fa il punto sulla circolarità delle plastiche nell’ automotive in Unione Europea( UE) attraverso l’ analisi della catena di approvvigionamento e delle politiche possibili. Lo studio è stato pubblicato nel 2025 sulla rivista Resources, Conservation and Recycling, con il titolo“ Increasing plastic circularity in the automotive sector: Supply chain analysis and policy options from the European Union( EU)”. L’ analisi è partita dai dati secondari provenienti da fonti accademiche e dalla letteratura grigia, tra cui rapporti industriali e di policy. Si sono poi integrati i dati primari raccolti attraverso una consultazione delle parti interessate( gli stakeholder) del settore industriale, tra cui associazioni industriali, aziende leader nella produzione di veicoli e componenti in plastica e riciclatori di plastica operativi nel trattamento dei rifiuti automotive. Lo studio ha individuato i fattori abilitanti, detti driver, e le barriere al riciclaggio della plastica per il settore automotive. I risultati hanno portato alla messa a punto di una mappa dell’ intera filiera di approvvigionamento, qui riportata, che illustra le interazioni tra le parti interessate, i processi industriali e i flussi di materiali. Sono stati individuati 15 barriere e 8 driver per l’ incremento del contenuto in plastica riciclata nei nuovi veicoli, classificati come culturali, normativi, economici e tecnici. L’ analisi della catena di approvvigionamento ha permesso di avere una visione d’ insieme e al contempo un alto livello di dettaglio delle dinamiche dell’ economia circolare.
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