TECNOLOGIA |
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to ad alta pressione, il velo di lubrificante si rompe, causando un contatto metallo-metallo. L’ acqua può interagire chimicamente con alcuni additivi del gasolio o con i prodotti di corrosione, generando cristalli solidi e depositi cerosi, che portano alla cementazione, un grippaggio meccanico che può rendere necessaria la sostituzione completa dell’ unità pompante, con costi elevatissimi. Nei veicoli moderni, una parte del carburante inviato alla pompa ritorna nel serbatoio per raffreddare i componenti. Questo gasolio caldo accelera l’ ossidazione del carburante rimasto nel serbatoio, favorendo la formazione di lacche e vernici che possono incollare le valvole di regolazione della pressione. In climi rigidi, le paraffine, naturalmente presenti nel diesel, possono formare cristalli che bloccano il flusso. Sebbene i riscaldatori dei filtri aiutino, una scarsa manutenzione del separatore d’ acqua rende il sistema vulnerabile al congelamento immediato dell’ u- midità residua, causando un blocco totale del veicolo. |
CONTAMINAZIONE DA PARTICOLATO Un altro aspetto delicato che compromette il corretto funzionamento del sistema di alimentazione è rappresentato dalla contaminazione da particolato e residui che derivano dall’ usura progressiva dei componenti interni al circuito: guarnizioni in elastomero che rilasciano micro-frammenti con l’ invecchiamento termico, tubazioni in gomma che si degradano a contatto con i nuovi |
biocarburanti ossigenati, e residui di corrosione che si staccano dalle pareti metalliche dei condotti. La contaminazione incrociata durante il rifornimento da cisterne logistiche condivise è un rischio spesso sottovalutato. Detriti solidi introdotti anche in quantità minima possono percorrere l’ intero circuito fino agli iniettori, dove le tolleranze costruttive sono dell’ ordine di 1 – 2 micron. Le particelle solide superiori a 5 micron sono sufficienti per causare rigature sui pistoncini degli iniettori piezoelettrici, compromettendo la nebulizzazione del carburante che si traduce in combustione incompleta, aumento delle emissioni di idrocarburi incombusti e particolato al tubo di scappamento, degradazione del filtro antiparticolato DPF e, a lungo termine, aumento del consumo specifico di carburante. Il monitoraggio della pulizia secondo la ISO 4406 del gasolio, che classifica il particolato per classi dimensionali, è uno strumento tecnico prezioso per chi vuole adottare un approccio predittivo alla manutenzione del si- |
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TRUCK |