PARTS Marzo 2026 | Page 29

Attualità mole proposta per proposta, come presentate nel Position Paper dell’ Associazione, divulgato il 27 gennaio scorso e presentato al Governo il 2 febbraio 2026.
Revisione standard CO 2 dei veicoli leggeri
La proposta della Commissione Europea prevede, in merito al target 2030 di riduzione delle emissioni( rispetto al 2021), che questo rimanga invariato al-55 % per le autovetture. Fino al 2034, le piccole autovetture elettrica M1e“ Made in UE”( nuova categoria introdotta con“ omnibus” con lunghezza non superiore a 4.2 mt) saranno conteggiate come 1,3. Per i VCL, il target 2030 viene ridotto al- 40 %( da- 50 %). In merito al target di riduzione delle emissioni( rispetto al 2021) dal 2035, i costruttori dovranno raggiungere il 100 % di riduzione e potranno farlo in due modalità: 90 % minimo di riduzione delle emissioni medie di CO 2 calcolate allo scarico o 10 % se non raggiunto con la riduzione allo scarico, compensabile il 7 % max con utilizzo di acciaio verde prodotto in UE o 3 % max di generazione crediti attraverso carburanti sostenibili prodotti da materie prime. Pur accogliendo favorevolmente l’ anticipo della proposta di revisione della normativa CO 2 per i veicoli leggeri, Anfia considera l’ intervento poco incisivo alla luce dello stato di accettazione del mercato delle propulsioni a zero emissioni sia sulle auto sia sui VCL e in termini di apertura alla neutralità tecnologica. La proposta, infatti, riconosce uno spazio marginale al contributo dei carburanti rinnovabili e solo dopo il 2035. Un approccio considerato da Anfia“ incomprensibile”, sia in termini temporali( perché non valorizzare i contributi di riduzione delle emissioni dei carburanti rinnovabili da subito?) sia nella limitazione al solo 3 % degli obiettivi( quota molto inferiore alle disponibilità in rete).
Target e carburanti rinnovabili
Per Anfia il contributo dei carburanti rinnovabili alla decarbonizzazione è imprescindibile e non si spiega la loro integrazione solo a partire dal 2035. Per di più con una percentuale irragionevolmente residua( 3 %), considerata la loro disponibilità attuale e crescente. Il principio di neutralità tecnologica può e deve essere implementato nella regolamentazione da subito, attraverso clausole di flessibilità in grado di riconoscere il ruolo decarbonizzante e la riduzione reale delle emissioni dei carburanti rinnovabili, coerentemente con le altre normative europee che riconoscono tali impatti. Per quanto riguarda i target proposti, Anfia ribadisce che senza un’ anticipata e più ampia
NEUTRALITÀ TECNOLOGICA
Per Anfia, la neutralità tecnologica si ottiene realmente prevedendo:
• il contributo dei carburanti rinnovabili dall’ entrata in vigore della revisione;
• l’ introduzione di un Carbon Correction Factor( CCF);
• l’ introduzione nuova categoria di veicolo alimentato solo a CNF da considerare a zero emissioni( ZEV, 0 gCO2 / km).
apertura alla neutralità tecnologica, questi non siano raggiungibili. L’ Associazione evidenzia che ad oggi il target del 2035 proposto a-90 %( con le compensazioni sui carburanti rinnovabili fino al 3 % e l’ acciaio verde fino al 7 %), non lascia spazio sufficiente ai costruttori per poter continuare ad investire su tecnologie alternative all’ elettrico come i motori ibridi, escludendo anche quelli ricaricabili Plug-in. In merito ai VCL, Anfia ribadisce la grande difficoltà che sta
Roberto Vavassori, presidente di Anfia, presenta i commenti e le proposte dell’ Associazione sul Pacchetto Automotive europeo e sulle misure nazionali per la filiera
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