TECNICA
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casi più gravi, provocando la totale perdita di potenza frenante. Tale condizione rappresenta una delle emergenze più critiche per la sicurezza stradale, soprattutto perché può manifestarsi improvvisamente e senza segnali premonitori evidenti. Va tenuto conto che quando si frena il liquido accumula calore dai dischi / pastiglie e nelle condizioni più estreme la temperatura del fluido può arrivare in pochissimo tempo ai 200 – 300 ° C. L’ accumulo di umidità e il calore estremo durante frenate prolungate oppure con veicolo carico possono portare all’ ebollizione del liquido, generando quindi bolle che, come detto, compromettono l’ efficacia della frenata. In condizioni di forte stress termico posso manifestarsi anche fenomeni di fading: se il liquido degrada, questo diventa meno viscoso ad alta temperatura e meno efficace; inoltre, può corrodere le parti metalliche o gonfiare le guarnizioni in modo incontrollato. Ad alte temperature un liquido di scarsa qualità può diventare troppo fluido, compromettendo ulteriormente la pressione di frenata. Allo stesso modo, a basse temperature un fluido non adeguato può indurirsi troppo e ritardare l’ intervento del freno. Per questo motivo gli standard DOT introducono anche limiti di viscosità a freddo per garantire operatività anche a climi rigidi.
SPECIFICHE E CLASSIFICAZIONI I liquidi dei freni sono classificati in base alle specifiche DOT( Department of Transportation), che indicano le