A ttualità
NEUTRALITÀ TECNOLOGICA PER COMPETERE
In chiusura della mattinata di lavori, si è tenuta una tavola rotonda moderata dalla giornalista Filomena Greco che ha visto la partecipazione di Marco Stella, presidente del Gruppo Componenti Anfia, Camillo Mazza, general manager Bosch Italy, Alberto Moro, CEO Bitron e Patrizia Paglia, CEO IItar-Italbox. Stella ha posto l’ accento su una criticità strutturale: un’ Europa troppo regolatrice e poco strategica, incapace di difendere la propria base industriale. Senza una protezione attiva della manifattura, pilastro di autonomia tecnologica e competitività, il rischio è perdere, in pochi anni, un patrimonio produttivo difficilmente ricostruibile. Per Stella servono strumenti di difesa analoghi a quelli di USA e Cina e un grande piano europeo di rinnovo della flotta circolante, capace di valorizzare il prodotto industriale europeo e di restituire all’ automobile quella dimensione emotiva e culturale che ne ha segnato la storia. Patrizia Paglia ha richiamato l’ urgenza di un cambio di passo nella pianificazione industriale: se l’ Europa guarda a 10 anni, la Cina pianifica a 50. In questo scenario, la chiave è l’ a- dattamento: molte imprese italiane, pur ridimensionate, hanno reagito innovando e riorganizzando i processi. Flessibilità, visione e diversificazione diventano così gli strumenti per trasformare la crisi, anche quella tedesca, in un’ occasione di riposizionamento competitivo per la filiera italiana. Camillo Mazza ha ribadito come Bosch stia investendo da anni in elettrificazione, idrogeno e carburanti sintetici, promuovendo una transizione
graduale e compatibile con le infrastrutture esistenti. Alberto Moro ha evidenziato l’ urgenza di una libertà industriale vera: l’ Europa ha puntato sull’ elettrico senza una strategia di filiera, rendendosi dipendente dall’ e- stero. Per competere, servono investimenti in ricerca, produzione locale e tutela del know-how. La transizione deve restare sostenibile anche dal punto di vista economico e industriale. fragilità strutturale che non si limita alla domanda, ma coinvolge l’ intera filiera produttiva.
L’ Osservatorio 2025
Secondo lo studio 2025 dell’ Osservatorio sulla componentistica automotive e sui servizi per la mobilità, il settore italiano della fornitura automotive conta oggi 2.134 imprese, quasi tutte società di capitale, per un totale di circa 168.000 addetti. Il fatturato complessivo 2024, pari a 55,5 miliardi di euro, segna la fine di una fase di crescita:-6 % sul 2023. I cali più marcati riguardano i fornitori di moduli e integratori di sistemi(-8,2 %), gli specialisti(-7 %) e i subfornitori delle lavorazioni(-6,8 %). Solo il motorsport(+ 1,2 %) e l’ aftermarket(+ 0,6 %) riescono a mantenere il segno positivo, confermando la loro funzione anticiclica. Anche l’ occupazione cala(-0,7 %), soprattutto tra i sistemisti e i subfornitori.
Il Piemonte al centro
Con 717 imprese attive( il 33,6 % del totale nazionale) e un fatturato di circa 19,9 miliardi di euro, il Piemonte resta la prima regione italiana per peso del comparto, davanti a Lombardia( 27 %) ed Emilia-Romagna( 10,5 %). Ma anche qui la tendenza è negativa:-5,6 % di ricavi e-2,4 % di occupazione nel 2024, con picchi di flessione tra subfornitori(-9 %) e specialisti(-8,6 %). Il legame con Stellantis e Iveco resta forte, con il 73,5 % delle aziende piemontesi che lavora per almeno uno dei due gruppi, ma in costante riduzione: la quota era del 78,5 % nel 2023 e quasi del 77 % nel 2021.
Le previsioni 2025
Le aspettative per il 2025 restano pessimistiche.
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