A ttualità
In Italia, la transizione energetica è in stallo: con la quota di veicoli elettrici di quattro volte inferiore rispetto alla media europea
Occorrono stabilità e chiarezza negli incentivi che devono essere semplici e strutturali
AUTOMOTIVE ITALIA: LA CRISI PER PUNTI
Nel documento delle associazioni automotive viene ribadita la“ gravità senza precedenti” della crisi che investe il settore in Italia, definita da:
• Mercato stagnante, con volumi ben al di sotto dei livelli pre-pandemia Covid
• Produzione nazionale ridotta ai minimi storici
• Parco circolante che invecchia rapidamente, con conseguenze negative sull’ ambiente e sulla sicurezza
• Transizione energetica in stallo, con una quota di veicoli elettrici quattro volte inferiore rispetto alla media europea per le infrastrutture di ricarica elettrica e per le altre alimentazioni con un cronoprogramma che fissi obiettivi cogenti per accelerare l’ installazione e l’ attivazione di colonnine di potenza adeguata, così come di tutti gli altri sistemi di distribuzione di vettori energetici puliti, interoperabili e di facile utilizzo per tutte le categorie di veicoli, assicurandone una diffusione omogenea in aree urbane, zone periferiche e reti stradali e autostradali, con un coordinamento nazionale che garantisca la semplificazione delle procedure autorizzative e paesaggistiche e la effettiva erogazione dei fondi stanziati, per rendere l’ Italia pronta alla sfida europea della mobilità sostenibile e pluri-tecnologica. Accanto a ciò, occorre introdurre interventi normativi e regolatori, in ambito tariffario, in grado di ridurre il prezzo dell’ energia per gli utenti che utilizzano le infrastrutture pubbliche o private, attraverso misure temporanee capaci di sostenere i cittadini e le imprese in questa fase iniziale. Quindi, serve una riforma della fiscalità sull’ auto aziendale con un allineamento del sistema fiscale alle best practices europee in tema di deducibilità, detraibilità e tempi di ammortamento, con
regole che favoriscano il rinnovo delle flotte aziendali e del parco veicoli da lavoro, motori della crescita di mercato e della transizione energetica, generando benefici ambientali, economici e occupazionali, ma anche erariali, e migliorando la competitività internazionale delle imprese italiane. È poi necessario il sostegno alla filiera industriale e artigianale italiana con un concreto supporto agli operatori del settore lungo l’ intera catena del valore, dai componentisti ai concessionari, per gestire la transizione tecnologica, rafforzando gli strumenti per la riconversione industriale, incentivando la ricerca e lo sviluppo su tecnologie chiave, e investendo nella formazione delle competenze necessarie a mantenere la competitività globale della filiera italiana. Anche il supporto alla clientela emerge come priorità, prevedendo l’ accompagnamento di consumatori e aziende clienti in questo cambiamento, con informazioni chiare e neutrali e una visione di medio-lungo periodo su regole, divieti e misure incentivanti così da aumentare la serenità sulla scelta del veicolo, offrire garanzie su sicurezza e sostenibilità ed evitare che i clienti restino spaesati o esclu-
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