Operation Flashpoint - Climate Fiction 2010 | Page 93

una frattura del fronte. Io non facevo parte delle truppe d’elite a cui tali operazioni erano demandate. Rispetto alle reclute del mio reparto, cazzo io avevo solo 8 mesi di guerra in più sulle spalle!. Certo loro non avevano avuto il battesimo del fuoco mentre io ero già riuscito più o meno a sopravvivere a situazioni a dir poco pesanti. Comunque il capitano mi chiamò, mi disse che dato il mio curriculum dovevo svolgere 2 missioni notturne d’infiltrazione relativamente facili, oltre le linee nemiche. In sostanza la compagnia aveva bisogno di tempo, non sarebbero arrivati i rimpiazzi prima di 4-6giorni. Il fronte era ampio e c’era il rischio che il nostro settore potesse collassare. Era vitale quindi indurre un’arretramento parziale del nemico di una cinquantina di chilometri tramite una serie di fastidiosi attacchi alla logistica. Il territorio geografico siberiano lo permetteva e quindi era necessario sfruttare tutti i possibili vantaggi. Il capitano mi disse che se avessi portato a termine queste 2 missioni, mi avrebbe proposto come sergente maggiore, poi inequivocabilmente mi faceva notare che queste micro fratture nella logistica gengiskana avrebbero fatto arretrare il loro fronte di una cinquantina forse anche cento chilometri. Quindi la nostra unità essendo sottodimensionata ed in attesa di rimpiazzi, non avrebbe avanzato. I gengiskani quindi sarebbero tornati indisturbati sulle loro precedenti linee, ma la nostra unità avrebbe guadagnato il tempo sufficiente per riorganizzarsi. Il capitano mi disse che poi mi avrebbe affidato sicuramente qualche banale missione logistica di routine atta a consolidare le nostre posizioni. Poi mi avrebbe promosso tenente, quando i rimpiazzi del primo plotone fossero stati trasferiti. La prima cosa che avevo capito era che in guerra é meglio non offrirsi mai volontario. Comunque ormai la cazzata d’arruolarmi l’avevo fatta, quindi accettai la proposta che il capitano mi offrì. Le 2 missioni in effetti almeno sulla carta sembravano semplici. La prima da eseguire intorno alle 23:00 c’era da far saltare un distributore di benzina in un piccolo paese. L’altra missione per le 03:30 del giorno dopo era ancora più semplice. Avrei dovuto aiutare l’aereonautica a bombardare un ponte, tramite un dispositivo a raggi infrarossi. Vietato l’ingaggio con il nemico salvo lo stretto necessario a difendersi. Il capitano mi spiegò brevemente l’equipaggiamento che avrei dovuto usare, un visore notturno di cui già ne conoscevo l’utilizzo. Un fucile mitragliatore HK-MP5 silenziato, cariche d’esplosivo radiotelecomandate. La cosa più complicata era il segnalatore laser che obiettivamente era voluminoso da trasportare, quasi come un bazooka. In compens