Operation Flashpoint - Climate Fiction 2010 | Page 92

11. Shadow killer / Laserguide Ormai ero promosso sergente, in quanto il più esperto del plotone; d’altra parte la compagnia doveva essere riorganizzata dato che 2 plotoni su 3 erano stati annientati nella precedente azione. Parecchi erano i morti, feriti, il fronte era molto vasto e la situazione si andava facendo complicata!. Sia perché la tendenza del comando di zona era di tenere le unità alleate sempre molto disperse sul territorio per non subire pesanti perdite in caso di bombardamenti con armi NBC (dato che ogni tanto sia gli Alleati che i Gengiskani sferravano attacchi di questo genere), sia perché la linea del fronte era geograficamente molto vasta. Sulla carta geografica era facile descrivere con una linea rossa quale fosse la zona del fronte. Nella realtà era esattamente l’opposto!. Ossia non era per niente facile dire dove iniziavano le linee alleate e dove invece c’erano le truppe sumeriche e gengiskane. C’era una sorta di territorio di nessuno di vari chilometri in cui le truppe Alleate e Gengiskane si scontravano. Attacchi, contrattacchi, bombardamenti, incursioni, infiltrazioni, il tutto stando sempre attenti a non concentrare mai le truppe per evitare che il nemico le annientasse con un lancio multiplo di bombe o testate NBC tattiche. In queste condizioni, a dire del capitano le linee della logistica erano ritenute fondamentali per lo sforzo bellico. Mentre le truppe Alleate potevano contare su una linea di rifornimenti abbastanza costante sfruttando strade e ferrovie della CSI, che si andava rafforzando con il tempo, le truppe gengiskane e sumeriche dovevano far affluire supplies in modo efficace e parcellizzato lungo tutta la linea del fronte. Per ora nonostante lo sforzo immane e certosino, tale compito era stato assolto molto bene. Dal comando alleato ritenevano che tale tensione non sarebbe potuta durare molto a lungo e quindi prima o poi le linee logistiche gengiskane si sarebbero sicuramente sfilacciate. Se in prospettiva potevano esserci delle opportunità da poter cogliere per generare un’avanzata a rullo compressore, era anche vero che i depositi di carburante, munizioni, pezzi di ricambio non erano mai strategicamente concentrati sul territorio. Questi erano i dati. All’interno di questo scenario, anche la distruzione di un distributore di carburante requisito in un piccolo paesino, data l’ampiezza del territorio, poteva rappresentare un grave danno al nemico, facendo arretrare la linea del fronte di una cinquantina di chilometri. In quella parte della siberia infatti le città erano piccole, praticamente delle cittadine molto sparse ed isolate. Non c’era una densità di servizi con annessi e connessi comparabile con quella che si poteva trovare in altri paesi. Per queste ragioni, al comando delle operazioni fu deciso una serie di attacchi mirati alla logistica gengiskana. Tali attacchi dovevano essere effettuati con infiltrazioni notturne lungo la linea del fronte, al fine di creare una serie d’inconvenienti o difficoltà per porre le precondizioni per 92