11. Shadow killer / Laserguide
Ormai ero promosso sergente, in quanto il più esperto del plotone; d’altra parte la
compagnia doveva essere riorganizzata dato che 2 plotoni su 3 erano stati annientati
nella precedente azione. Parecchi erano i morti, feriti, il fronte era molto vasto e la
situazione si andava facendo complicata!. Sia perché la tendenza del comando di
zona era di tenere le unità alleate sempre molto disperse sul territorio per non subire
pesanti perdite in caso di bombardamenti con armi NBC (dato che ogni tanto sia gli
Alleati che i Gengiskani sferravano attacchi di questo genere), sia perché la linea del
fronte era geograficamente molto vasta. Sulla carta geografica era facile descrivere
con una linea rossa quale fosse la zona del fronte. Nella realtà era esattamente
l’opposto!. Ossia non era per niente facile dire dove iniziavano le linee alleate e dove
invece c’erano le truppe sumeriche e gengiskane. C’era una sorta di territorio di
nessuno di vari chilometri in cui le truppe Alleate e Gengiskane si scontravano.
Attacchi, contrattacchi, bombardamenti, incursioni, infiltrazioni, il tutto stando
sempre attenti a non concentrare mai le truppe per evitare che il nemico le
annientasse con un lancio multiplo di bombe o testate NBC tattiche.
In queste condizioni, a dire del capitano le linee della logistica erano ritenute
fondamentali per lo sforzo bellico. Mentre le truppe Alleate potevano contare su una
linea di rifornimenti abbastanza costante sfruttando strade e ferrovie della CSI, che si
andava rafforzando con il tempo, le truppe gengiskane e sumeriche dovevano far
affluire supplies in modo efficace e parcellizzato lungo tutta la linea del fronte. Per
ora nonostante lo sforzo immane e certosino, tale compito era stato assolto molto
bene. Dal comando alleato ritenevano che tale tensione non sarebbe potuta durare
molto a lungo e quindi prima o poi le linee logistiche gengiskane si sarebbero
sicuramente sfilacciate. Se in prospettiva potevano esserci delle opportunità da poter
cogliere per generare un’avanzata a rullo compressore, era anche vero che i depositi
di carburante, munizioni, pezzi di ricambio non erano mai strategicamente
concentrati sul territorio. Questi erano i dati. All’interno di questo scenario, anche la
distruzione di un distributore di carburante requisito in un piccolo paesino, data
l’ampiezza del territorio, poteva rappresentare un grave danno al nemico, facendo
arretrare la linea del fronte di una cinquantina di chilometri. In quella parte della
siberia infatti le città erano piccole, praticamente delle cittadine molto sparse ed
isolate. Non c’era una densità di servizi con annessi e connessi comparabile con
quella che si poteva trovare in altri paesi. Per queste ragioni, al comando delle
operazioni fu deciso una serie di attacchi mirati alla logistica gengiskana. Tali
attacchi dovevano essere effettuati con infiltrazioni notturne lungo la linea del fronte,
al fine di creare una serie d’inconvenienti o difficoltà per porre le precondizioni per
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