Operation Flashpoint - Climate Fiction 2010 | Page 157

in sala briefing alle 2:43AM. Era circa 2minuti in anticipo, cosi si mise a sedere nella stanza interamente deserta, restando in silenzio. Dopo poco arrivò anche IronMan che si sedette accanto a lui senza dirgli una parola. Una luce bianca, fredda illuminava la stanza, il personale della base era ridotto al minimo per esigenze di sicurezza. Inoltre era mattina presto e molte stanze della base sembravano deserte, un pò come stare in una base fantasma. Solo in sala operazioni in fondo al corridoio si vedeva un certo movimento, là tenevano d'occhio tutta la situazione del paese, sia per mare che per terra che per aria. C'era concitazione in sala operazioni, molta fottutissima concitazione, non si era mai sentito il comandante di stormo tirare una serie di moccoli così grossi, per lo più una serie d’imprecazioni quasi a ripetizione!. Ironman scosse la testa e non disse niente. Blackjack lo guardò glaciale, ma non disse niente. Forse erano questi i problemi che turbavano Blackjack un’ora fà. Il comandante di stormo arrivò nella salà, i 2 piloti si alzarono di scatto salutando il superiore. Il comandante salutò gelido, poi disse-riposo-. Estrasse dalla sua cartella rossa un foglio, era il piano di volo blue moon. Lo avevano già discusso ieri sera dopo cena, privatamente nella stessa sala appena 5 ora fà. Tutto era noto, non c'era da dire niente. Quella era solo una formalità burocratica. Il comandante di stormo appose una firma, prese un timbro e lo batté sul foglio. Il rumore del tonfo del timbrò sembrò riecheggiare con una tetra eco dentro la stanza con il suo tonfo sordo sulla scriva