trovare risposte ma non ne trovò nemmeno mezza. Il chap non c'era, ieri
sera dopo cena l'aveva cercato, ma il chap era stato trasferito assieme alle
unità vam di supporto alla fanteria. Probabilmente loro avevano più bisogno
del chap, di quanto ne avesse avuto bisogno lui.
In silenzio si fece rapidamente la doccia e si rase.
Si mise la tuta verde di volo, era già pronto alle 2:30AM.
Poi aprì l'armadietto e prese il suo casco, era tutto bianco, c'erano le sue 2
saette rosse disegnate ai lati, con la scritta in nero al centro *BLACKJACK*.
Era questo il suo nickname da battaglia. Mise la tuta anti-g, si portò dietro la
pistola d'ordinanza assieme a tutto il kit standard di un pilota. Si era scordato
di darsi del dopobarba, aprì così l’armadietto di metallo e trovò il dopobarba
che gli aveva regalato sua moglie.
Arrivò nello spogliatoio IronMan. IronMan era il copilota dell'f4 phantom II,
era il navigatore ed esperto di guerra elettronica & contromisure ECM. Questi
fu assai sorpreso nel vedere che Blackjack era già pronto con la tenuta di
volo. In effetti Blackjack se ne stava fermo in piedi, in silenzio davanti al
lavandino, impugnava una bottiglia di dopobarba e si fissava nello specchio
con lo sguardo perso nel vuoto.
IronMan chiese enigmatico-come va?BlackJack rispose-non male-spostò gli occhi ed osservò IronMan riflesso
nello specchio.
Non sapendo che aggiungere, IronMan chiese-già alzato?BlackJack in silenzio ripose il dopobarba nell’armadietto di metallo verde e
continuò lapidario-sì, non ho dormito.IronMan mosse la testa in cenno d’assenso, quindi aggiunse-capisco...BlackJack disse-vado in mensa, ci vediamo al briefing di volo.-roger!-rispose sicuro IronMan.
Alla mensa c'era del caffé e torta di mele oppure uova e pancetta. Prese una
fetta di torta di mele ed un caffé. Sua moglie sapeva fare una torta di mele
favolosa, quella che aveva preso in mensa sapeva troppo di lievito ed era
malcotta. Però non disse niente. Scacciò i suoi ricordi per mantenere la
mente lucida e dopo aver bevuto il caffé, si accese una sigaretta. Dopo
qualche tiro la spense nella tazza del caffé. Poi si recò senza dire una parola
156