Operation Flashpoint - Climate Fiction 2010 | Page 158

aspettava i suoi piloti. Sui margini della pista, nei pressi dell’hangar c’era anche la squadra di 3 tecnici che salutarono i 2 piloti dicendo loro-Connie is nasty and loaded, ready to lift off, sir-. Connie era il nomigliolo “affettuoso” dato all’rf4-c phantom II. Ironman salì sulla scaletta sedendosi sul seggiolino posteriore, blackjack fece un rapido controllo esterno all'f4. L'aereo viaggiava leggero, portava due piccoli serbatoi supplementari sui ganci esterni, due gondole ECM, e ventralmente c'era una bomba nucleare tattica al neutrone da molti kilotoni. Salì sull'aereo, poggiò la foto della sua famiglia sull'angolo inferiore del cruscotto, poi iniziò i controlli di prevolo. Blackjack dette una scorsa veloce al piano di volo della luna blu. Poi lo lesse nuovamente ad alta voce. Ironman ascoltava il piano di volo in silenzio. Era la prima volta che si sarebbe applicato la procedura standard per l'impiego di armi nucleari tattiche sul suolo nemico. Decollo previsto alle 3:00AM, poi dritti a sud sul check point charlie, un paio di caccia amici si sarebbero affiancati di scorta per l'avvicinamento alla zona zulu, poi si sarebbero sganciati al meeting point andando uno verso ovest ed uno verso est, prima dell'inizio della penetrazione in zona nemica. Blackjack avrebbe fatto quota sino a 18'000mt volando a radar spento con tutti i sensori passivi attivati. Avrebbe volato silenzioso e tranquillo verso il target point, senza dare l'intenzione di porre in essere azioni interdittive o manovre elusive antiradar. Se mai il nemico avesse avuto una stazione radar, lo avrebbe di certo scambiato per un ricognitore dato che la penetrazione in territorio nemico sarebbe stata di appena qualche minuto di volo. Poi avrebbe sganciato il razzo, virato stretto con i postbruciatori accesi per scendere in una lieve picchiata veloce sino a 15'000mt barattando quota con velocità. Almeno blackjack é così che vedeva la cosa. Appena raggiunta la zona di sicurezza, 158