carburante dei mezzi nemici in fiamme. C’era puzza di bruciato, di carne bruciata, di
salmastro, di polvere da sparo.Sulla spiaggia in prossimità di Lamentin lo scheletro
fumante dell’elicottero da battaglia gengiskano bruciava ancora. Morti e moribondi e
resti umani sparsi od inceneriti un pò ovunque. Non volevo più risalire alla frazione
di Lamentin, lassù lo spettacolo era ancora peggio!. Ovunque si guardasse si sarebbe
visto solo desolazione e distruzione. Avevo visto abbastanza!. Tanto non c’erano
minacce, a parte un T80 fuori città. E se mai si fosse azzardato ad entrare in città il
granatiere sul costone mi avrebbe avvisato. Il telecomando delle cariche espolosive
era nella tasca superiore del giacchetto, c’avrei messo una paio di secondi a
sbriciolare il T80 e quel poco del paesino di Lamentin che ancora era in piedi. Era
quello il risultato della guerra, pensai. Un’ora prima Lamentin era un ridente paesino
sul Mar Caspio, con i civili evaquati, usato come deposito e testa F