Operation Flashpoint - Climate Fiction 2010 | Page 117

fosse violenta, letale!, perché eravamo in pochi e non ci saremmo potuti permettere d’andare per il sottile. Era notte e ci saremmo mossi attraverso le foreste in silenzio. Io avrei fatto d’apripista portandomi appresso il caporale con l’M16. Mentre l’infermiere (che era ferito) non aveva il visore notturno, avrebbe quindi dovuto dipendere dal gunner del Bradley, il quale aveva il visore notturno e doveva anche coordinare la nostra copertura, da eventuali minacce alle nostre spalle. Iniziammo a camminare silenziosi zig-zagando nei boschi, con piccole corse e restando sempre molto guardinghi. Raggiungemmo senza intoppi un bivio stradale dove non c’era nessuna sentinella nemica, quindi la squadra s’infilò senza problemi in un’altra foresta che continuava oltre la strada sterrata. Dopo un’ora di marcia ci fermammo su un costone, c’era una pianura da attraversare ed era tutta allo scoperto, in mezzo c’era un BMP parcheggiato. Il gunner del Bradley propose di far fuori il BMP con il LAW, quindi filarsela. Io dissi di no. Era meglio passare da un’altra parte e svignarsela, sfruttare al massimo il vantaggio dell’effetto sopresa. Nessuno ci cercava ed era meglio continuare a rimanere occultati piuttosto che andare a ficcarsi nei guai. Per altro la cittadina dove eravamo diretti, avevamo sentito per radio che era sotto attacco e forse sarebbe caduta. Cadere dalla padella nella brace non era saggio, per altro gli ordini erano di ripiegare non d’ingaggiare il nemico!. Prima dell’alba scavammo 4 buche distanziate a forma di quadrato, le coprimmo con rami e foglie e c’infilammo dentro. Restammo fermi e nascosti ed in silenzio per tutto il giorno, sulla sera del primo giorno riprendemmo a muoverci verso le nostre linee. Scivolammo così silenziosi attraverso una pianura in forte pendenza e dissestata, cercando di sfruttare il terreno per restare occultati. Non incontrammo fanteria gengiskana o tantomeno BMP od accampamenti nemici. Puntammo più o meno verso Nord-Ovest. Attraversammo poi un’altra foresta e quà dopo un’altra ora di marcia facemmo finalmente una sosta di una diecina di minuti. Continuammo camminare per tutta la notte, prima dell’alba del secondo giorno scavammo 4 buche distanziate a forma di quadrato, le coprimmo con rami e foglie e c’infilammo dentro. Restammo fermi e nascosti ed in silenzio per tutto il secondo giorno, sulla sera del secondo giorno riprendemmo a muoverci verso le nostre linee. C’infiltrammo in un’altra foresta allungando di molto il cammino per evitare ogni centro abitato, camminando per molte ore alle prime luci dell’alba del terzo giorno ripetemmo le stesse precauzioni per sos