con altre scelte?. –E’ il fardello del comando!- disse l’infermiere mentre mi cambiava
la fasciatura al braccio. Era quasi notte a Lamentin e la città sembrava un pezzo
d’inferno con piccoli roghi ancora accesi, alimentati dai residui di carburante. C’era
puzza di bruciato, di carne bruciata, di salmastro, di polvere da sparo, finii per
vomitare. La città di Lamentin era ridotto uno scheletro fumante, morti, carcasse di
tank ed auto incenerite che bruciavano. Ovunque stendevi lo squardo vedevi morti,
cadaveri, gente bruciata e pezzi di parti umane sparse, fumo nero misto a nebbia, armi
e fucili rotti sparsi tutto attorno e bossoli ogni dove. Case franate e pericolanti,
mobilia sparsa, vetri rotti. Per fortuna che non c’erano civili nel paese, erano stati
evaquati giorni prima. Merda!, ecco il risultato della guerra!, questo era quello che
avevamo prodotto dopo un’ora di battaglia furiosa. Non ne ero per niente fiero!. Mi
misi a sedere diedi una pulita all’M4, poi vomitai.
Dopo aver vomitato, giuro ci si sente sempre meglio, infatti mi prese fame e mangiai
un pò di gallette e bevvi un pò d’acqua dalla borraccia. L’infermiere mi chiese che
sarebbe accaduto al tenente. Io ordinai al caporale ed al machine gunner del Bradely
(che aveva il visore notturno, come me), d’aprire la strada. Ordinai loro di defilarsi
passando attorno alla scogliera di Lamentin, se necessario ci avrebbero dovuto dare
fuoco di copertura dal bosco sopra la collina prospiciente al paese.
Io e l’infermiere infatti saremmo andati a dare un’occhiata al tenente per vedere se
era possibile tirarselo appresso con una barella di fortuna.
Il tenente però era ridotto male… poi a meno di venti metri c’era quel T80
gengiskano. Tirare fuori il tenente era fuori discussione, a giudizio dell’infermiere era
meglio lasciarlo lì, lo imbottì di morfina poi ci allontanammo con un peso nel cuore.
La base aveva detto via radio che a notte inoltrata avrebbe mandato una motobarca
per una missione di soccorso per evaquare il tenente. Secondo l’infermiere però il
tenente alle 3:00AM di notte non ci sarebbe arrivato vivo, tuttavia si guardò bene dal
riferilo alla base, perché disse che avrebbe potuto anche sbagliarsi. Tornammo in città
per evitare di passare proprio davanti al T80 nemico che sostava fermo davanti al
paese. Scendendo dalla scogliera ci defilammo dalla spiaggia passando dal fianco
sinistro di Lamentin e raggiungemmo gli altri, sui margini del bosco osservavano in
silenzio la situazione. –Muovete il culo!-dissi loro, c’era da farsela tutta piedi, c’era
da evitare di sparare!, imperativo muoversi in silenzio e non cercarsi guai. Niente
vendette, basta sparare!. Aprire il fuoco solo in casi di estrema necessità, come ad
esempio se fossimo stati detectati. Nel qual caso volevo una risposta al fuoco che
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