Operation Flashpoint - Climate Fiction 2010 | Page 118

SMS dalla base, per la conferma di rientro della nostra squadra, udimmo un rumore di un motore di un tank. Un T80 in mezzo ad una piana, si stava spostando. Andai a vedere oltre il margine del bosco, portandomi appresso l’altro fante con il visore notturno. Fermo in mezzo alla piana aveva spento i motori e se ne stava fermo a luci spente. Sul margine della piana passò una squadra di fanteria gengiskana, camminavano in silenzio, in fila, solo l’ufficiale in comando aveva il visore notturno. La lasciammo passare oltre, questi scesero in un paesino forse entrando in una casa. Il T80 ci sbarrava il passaggio, decisi di attaccarlo piazzandoli una carica ad alto potenziale nel culo. Se mi avessero accoppato, diedi l’ordine al gunner del Bradley di provare a defilarsi per un’altra strada. Gli lasciai mappa e radio e quindi mi avventurai nella piana, coperto dall’oscurità. Dopo un quarto d’ora riuscii a raggiungere il T80, l’equipaggio forse dormiva di grosso, oppure non avevano visori notturni comunque riuscii a piazzare l’esplosivo, BUM!. Il T80 saltò per aria ribaltandosi e spezzandosi in due!. La mia squadra attraversò la piana di corsa veloce, stando bassa illuminata dalla torcia dei rottami del T80. Fu così che c’imbucammo in un’altra foresta, continuando a filarsela di corsa. Avevamo perso la nostra invisibilità forse la fanteria gengiskana ci avrebbe cercato?. Per fortuna eravamo vicini alle linee Alleate. A circa mezz’ora di corsa, contattammo per radio un tank alleato, un Leopard che presidiava la zona. Era stato informato del nostro arrivo, passammo così le linee rientrando in zona “Alleata”. Era fatta!, cazzo! ci fermammo dietro un cannetto a fare una sosta. Dopo 4 giorni di marcia dentro le linee nemiche eravamo riusciti a passare il confine e rientrare in territorio amico. Le scorte di viveri ed acqua erano andate esaurite i medicinali erano quasi finiti,l’infermiere si cambiò la fasciatura e poi la cambiò anche a me. Il caporale rideva come un cretino, aveva un riso nevrotico. Il gunner del Bradley non diceva una parola. Io qualche giorno fa ero partito dalla base con un plotone, oggi tornavo con una squadra. Dissi-Forza!, un’ultimo sforzo!, il fottuto ospedale é solo a 6 ore di camminocontinua a leggere a pagina 126 118