NUOVA FINESTRA Marzo 2026 | Seite 96

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LE FINESTRE DI OSSO

Marco Toppan
Dalla ricerca biomedica cinese un nuovo paradigma per l’ unione dei materiali. Il caso Bone-02 apre scenari inediti per serramenti, facciate e nodi costruttivi. Meno metallo, più intelligenza progettuale, più sostenibilità
Un gruppo di ricercatori dello Zhejiang University Hospital ha sviluppato Bone-02, un prodotto che funge da“ collante” osseo bioassorbibile capace di fissare fratture e frammenti in 2-3 minuti, anche in ambienti molto vascolarizzati, sostituendo in molti casi placche e viti metalliche, permettendo molto velocemente all’ osso poi di ricostruirsi e riprendere la solidità iniziale.
Gli ideatori del materiale si sono ispirati alla capacità delle ostriche di aderire con forza a superfici bagnate e hanno riportato risultati che diversi report definiscono come una potenziale svolta nella traumatologia di prossimità e d’ emergenza. La storia arriva dalla Cina ed è la storia di un materiale nuovo, sviluppato per tenere insieme frammenti di osso in pochi minuti, in condizioni tutt’ altro che ideali come superfici irregolari, umidità, movimento e magari dove vi è la presenza di fluidi come sangue o altro. E la cosa incredibile di questo prodotto, pensato per reggere carichi importanti subito, è la sua capacità di sparire gradualmente quando non serve più. Dietro il contesto sanitario c’ è un messaggio molto chiaro per chi lavora con strutture leggere, vetro, alluminio, pvc, legno ed è che il vero terreno di competizione non è più solo nel pezzo finito, ma nei modi in cui i materiali vengono uniti, separati, riparati, questo anche in un’ ottica di sostenibilità. Per il mondo del serramento, usando un paragone medico, questo tocca un nervo scoperto.
IL VERO PUNTO DEBOLE DEI SERRAMENTI Negli ultimi vent’ anni l’ industria ha spinto su profili sempre più performanti, vetri selettivi ad alto controllo solare, sistemi scorrevoli a taglio termico con pesi in crescita costante. Ma poi, se si va a vedere dove nascono i problemi in cantiere, i punti critici sono sempre gli stessi: fissaggi, sigillature, giunti. La variabilità nella posa è sempre troppo soggettiva, i compromessi tra esigenze termiche, acustiche, statiche e le troppe soluzioni inserite più per sicurezza che per funzionalità, sono molteplici. Quel che colpisce nelle ricerche tipo Bone-02 non è tanto l’ applicazione specifica, quanto il cambio di approccio: passare dal sovradimensionamento meccanico, per andare incontro a un concetto di tranquillità, al fare un progetto di un sistema di unione che lavora con l’ ambiente e non contro l’ ambiente.
UN FUTURO FATTO DI GIUNTI INTELLIGENTI Oggi una finestra ad alte prestazioni è un composto di molteplici elementi: telaio, vetro, distanziatori, sigillanti, schiume, nastri, tasselli. L’ insieme di questi elementi viene tenuto in piedi da una combinazione di viti, staffe, silicati e poliuretani, spesso scelti più per abitudine, o per convenienza di prezzo, che per reale progettazione del nodo. L’ idea che in un futuro non così lontano possano esistere“ collanti strutturali” capaci di lavorare bene anche su supporti umidi, con attivazione rapida e poi una fase di degradazione controllata, apre scenari interessanti: giunti meno invasivi, meno metallo in facciata, nodi pensati fin dall’ inizio non per essere solo montati, ma anche con una prospettiva di essere smontati.
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