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È necessario contribuire alla definizione di strumenti e politiche che riducano questo divario competitivo, in particolare sul fronte energetico. Senza un intervento strutturale, il rischio è compromettere nel medio-lungo periodo la capacità delle nostre imprese di competere ad armi pari sui mercati internazionali. La competitività non può essere lasciata solo sulle spalle delle imprese: deve diventare una priorità di sistema.
3. Internazionalizzarsi non è un salto nel vuoto: è un processo che va costruito con metodo. Il primo strumento è la conoscenza: conoscere i dati di mercato, le tendenze della riqualificazione energetica nei diversi Paesi e le normative locali sulle prestazioni degli infissi. Ogni mercato ha caratteristiche specifiche- estetiche, tecniche e regolatorie- e richiede adattamenti mirati. Allo stesso tempo, è fondamentale conoscere il proprio punto di partenza: avere piena consapevolezza dei costi reali in un contesto caratterizzato da forte volatilità delle materie prime ed elevata pressione energetica. Su questo fronte esistono strumenti spesso sottoutilizzati: dall’ ICE Agenzia alla rete CNA, fino al sistema fieristico. Le aziende che partecipano a fiere internazionali crescono più velocemente, non solo per i contratti generati ma per la rete di relazioni che sviluppano nel tempo. Un ulteriore elemento è la collaborazione tra imprese: aggregarsi e condividere competenze consente di affrontare mercati che singolarmente sarebbero difficili da presidiare. In questa direzione, come CNA, stiamo lavorando con il Consorzio LegnoLegno e ICE Agenzia per promuovere un incoming di operatori esteri. Infine, c’ è un tema centrale legato alle competenze interne: internazionalizzarsi richiede figure professionali con conoscenza dei mercati esteri, delle lingue e delle dinamiche contrattuali e doganali. Investire su queste competenze rappresenta spesso il vero punto di svolta.
4. Non esiste un unico mercato di riferimento: esistono mercati diversi, ciascuno con logiche e opportunità specifiche. Europa, Svizzera e Austria rappresentano sbocchi naturali: vicinanza geografica, standard tecnici elevati e forte attenzione alla qualità e all’ efficienza energetica. Francia e Spagna offrono mercati più ampi e competitivi, ma con spazi concreti per chi si posiziona nel segmento medio-alto. La Germania merita una riflessione a parte: è un mercato enorme e tecnicamente avanzato, ma anche fortemente presidiato da operatori locali. Richiede quindi una strategia precisa e un posizionamento chiaro. Guardando al Mediterraneo e all’ Africa, il Marocco si sta affermando come mercato di interesse grazie allo sviluppo edilizio e infrastrutturale. Nel mondo arabo, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti cercano prodotti di alta qualità e design per progetti di fascia elevata: contesti in cui il Made in Italy ha un posizionamento naturale, a patto di saper gestire le specificità locali. In tutti questi mercati, la chiave non è vendere un prodotto, ma proporre una soluzione completa: design, performance energetica, certificazioni e assistenza.
Andrea Bazzichetto, presidente EdilegnoArredo
ANDREA BAZZICHETTO, PRESI-
DENTE EDILEGNOARREDO
1. L’ internazionalizzazione rappresenta oggi un fattore strategico per la riduzione del rischio commerciale d’ impresa. La presenza su più mercati consente infatti di orientare gli investimenti verso le aree più dinamiche, in funzione dell’ evoluzione dei diversi contesti economici. Per un’ azienda è fondamentale garantire continuità nella generazione di business, e ciò implica necessariamente uno sguardo oltre i confini nazionali. In particolare, le piccole e medie imprese sono chiamate a individuare con attenzione i mercati più coerenti con il proprio modello di business, valutando non solo le opportunità, ma anche il livello di investimento richiesto. Si tratta di un percorso complesso ma imprescindibile, che può trovare un primo impulso nella partecipazione a fiere italiane a vocazione internazionale o direttamente a manifestazioni estere.
2. Il processo di internazionalizzazione non è uniforme e varia significativamente in base al prodotto. L’ esportazione di un complemento d’ arredo, ad esempio, presenta dinamiche profondamente diverse rispetto a quella di un serramento, che richiede il rispetto di specifici requisiti tecnici e normativi. In questo ambito, è indispensabile disporre di un’ organizzazione interna strutturata, in grado di garantire non solo la fornitura del prodotto, ma anche servizi di assistenza, supporto e formazione. Un ulteriore elemento chiave è rappresentato dalla conoscenza delle cosiddette barriere non tariffarie, ovvero quei vincoli tecnici e normativi che possono rallentare e complicare l’ accesso ai mercati esteri. Per quanto riguarda la geografia dei mercati, risulta oggi sempre più difficile formulare previsioni: scenari considerati consolidati sono stati messi in discussione e stanno emergendo opportunità in Paesi che, fino a poco tempo fa, non rientravano tra le priorità commerciali.
3. Le relazioni rappresentano un elemento centrale nel percorso di internazionalizzazione. Ogni impresa deve innanzitutto sviluppare una chiara consapevolezza della propria identità, del proprio posizionamento e degli obiettivi di sviluppo, per poi individuare interlocutori coerenti con tale strategia. In questo contesto, il confronto tra imprenditori assume un valore particolarmente rilevante. Si tratta di un tema molto sentito anche all’ interno di EdilegnoArredo, dove la condivi-
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