NUOVA FINESTRA MAGGIO 2026 | Página 83

L’ attuale contesto economico e geopolitico, caratterizzato da elevata complessità e da continui e repentini mutamenti, rende sempre più difficile elaborare analisi previsionali affidabili e definire strategie di medio-lungo periodo. Per alcune filiere produttive, inoltre, sarà necessario attendere ancora prima che emergano con chiarezza gli effetti e l’ effettivo impatto della crisi internazionale in atto. Le tensioni nell’ area del Golfo non penalizzano esclusivamente le attività di export, ma incidono anche sullo sviluppo di nuove iniziative imprenditoriali, con ripercussioni già evidenti sull’ intero sistema produttivo. L’ aumento dei costi energetici ha determinato una significativa compressione dei margini operativi, mentre il rincaro delle materie prime continua a esercitare una forte pressione sui costi di produzione. A questi fattori si aggiungono le criticità legate alla logistica: i noli risultano in crescita e le rotte alternative comportano costi ulteriormente più elevati.
In uno scenario internazionale così incerto, l’ internazionalizzazione rappresenta ancora una leva strategica oppure un rischio da gestire con cautela? Abbiamo condiviso questa riflessione con tre esponenti di associazioni di riferimento del comparto serramenti, ai quali abbiamo rivolto alcune domande.
1. Qual è il valore dell’ internazionalizzazione, oggi?
2. Lo scacchiere internazionale così mutevole e complicato permette ancora alle piccole e medie aziende che operano nel comparto serramenti di entrare in mercati oltre i confini nazionali?
3. Cosa può aiutare gli imprenditori a capire quali siano gli strumenti e i supporti adeguati per affrontare l’ export?
4. Quali sono i Paesi esteri che guardano all’ Italia e alle aziende italiane del comparto serramenti con maggiore interesse? E quali i più interessanti per l’ Italia?
Gabriele Troilo, Presidente CNA Serramenti e Infissi Abruzzo
GABRIELE TROILO, PRESIDENTE CNA SERRAMENTI
E INFISSI ABRUZZO
1. L’ internazionalizzazione oggi
non è più un’ opzione: è una necessità strategica, soprattutto per le micro, piccole e medie imprese del comparto serramenti e infissi. Il mercato interno, per quanto importante, non può essere l’ unico orizzonte- e farlo diventare tale significa esporsi a rischi che si possono invece distribuire su più geografie. Quando un’ azienda italiana di serramenti vende all’ estero, non sta solo esportando un prodotto, ma una cultura del progetto, un’ attenzione al dettaglio e una capacità manifatturiera che il mercato riconosce e premia. Il Made in Italy oggi non è solo qualità del prodotto: è un sistema di valori che si traduce in posizionamento competitivo e capacità di generare margine. Nel nostro settore, questo significa proporre soluzioni che coniugano estetica e funzione, performance tecnica e cura del dettaglio: elementi distintivi che rappresentano un vantaggio reale nei mercati internazionali.
2. La complessità dello scenario globale genera una forte incertezza per il tessuto produttivo delle imprese. Con l’ inizio del conflitto in Iran abbiamo registrato aumenti significativi sulle materie prime fondamentali: l’ alluminio ha segnato rialzi anche del 20 % in poche settimane, le materie plastiche sono cresciute del 15-20 % e i materiali ferrosi tra il 5 e il 10 %. Anche il legno ha iniziato a risentire delle tensioni con incrementi tra il 10 e il 15 %. A questo si aggiungono l’ incertezza sulla disponibilità delle materie prime e la forte variabilità dei listini. Sul fronte energetico, inoltre, i costi dell’ energia elettrica in Italia restano strutturalmente più elevati rispetto ad altri Paesi europei, con un impatto diretto sulla competitività delle imprese manifatturiere. È uno scenario che mette sotto pressione i margini e rende più difficile pianificare. Eppure, proprio in questo contesto, restare confinati nel mercato interno sarebbe la scelta più rischiosa. Diversificare significa distribuire il rischio e accedere a mercati dove il valore del prodotto viene riconosciuto e remunerato. Le imprese del settore serramenti hanno un vantaggio strutturale: flessibilità, rapidità di risposta e capacità di personalizzazione, elementi che i grandi player standardizzati faticano a replicare. Oggi, però, è fondamentale selezionare con attenzione i mercati, costruire relazioni solide con partner locali e adottare un approccio di sistema. Un aspetto rilevante riguarda l’ impatto dei sovraccosti energetici, che in Italia risultano strutturalmente più elevati rispetto ad altri Paesi europei. Questo crea uno squilibrio competitivo evidente, soprattutto nei confronti di operatori con costi di produzione inferiori. In questo contesto, non è sufficiente fare leva esclusivamente sul valore del made in Italy: diventa necessario riposizionarsi su fasce di mercato in cui qualità, servizio e personalizzazione siano realmente riconosciuti. Le imprese che riusciranno a competere non saranno quelle che inseguono il prezzo, ma quelle che costruiscono valore, differenziandosi in modo chiaro rispetto ai competitor internazionali. Un altro aspetto fondamentale riguarda la capacità, da parte degli imprenditori, di fare sistema insieme alle associazioni di categoria per dialogare in modo concreto con le istituzioni.
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