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IL SERRAMENTO CHE SI VESTE D’ ESTATE
Marco Toppan
Dall’ involucro edilizio al filtro climatico dell’ abitare contemporaneo: quando la finestra smette di essere solo una barriera contro il freddo e diventa un sistema attivo di gestione tra luce, calore e comfort estivo
Per anni abbiamo parlato della finestra come di un cappotto da indossare. Da sempre la finestra ha avuto la funzione di chiudere un foro nel muro, di far entrare la luce, di non permettere al calore di uscire, di ridurre le dispersioni e di proteggere la casa dall’ inverno. Ma il clima ha cambiato la domanda prima che il mercato riuscisse a dare una risposta. Oggi l’ estate non è più una semplice stagione da affrontare abbassando una tenda e accendendo il climatizzatore: sta diventando una condizione permanente, fatta di temperature elevate e umidità intensa.
DALL’ ABBIGLIAMENTO TECNICO ALL’ INVOLUCRO EDILIZIO La novità, questa volta, non arriva dal mondo dell’ edilizia o del serramento, ma da quello dell’ abbigliamento tecnico. Grazie ad alcuni studi condotti nei laboratori della University of Chicago è stato sviluppato un tessuto pensato per rendere più sopportabili le cosiddette“ heat island”, ovvero le isole di calore urbane. Non si tratta di un semplice tessuto traspirante, come la classica t-shirt sportiva progettata per asciugarsi in fretta, ma di un materiale altamente tecnologico. La sua funzione principale è quella riflettere il sole, ma anche di respingere il calore infrarosso proveniente da muri, asfalto, facciate e superfici urbane. Nei test condotti sotto il bollente sole dei deserti dell’ Arizona, il tessuto è risultato più fresco di un normale tessuto tecnico per esterni e della seta commerciale. L’ università indica tra le possibili applicazioni non solo l’ abbigliamento, ma anche altri settori come l’ automotive e l’ edilizia. Questo perché il corpo umano e l’ edificio, in fondo, affrontano lo stesso problema: entrambi devono difendersi da un ambiente dove il calore arriva non più solo dall’ alto, ma da ogni lato. La città assorbe calore durante il giorno e lo rilascia nelle ore serali e notturne: pavimentazioni, facciate, ma anche parapetti, vetri e coperture si trasformano così in superfici radianti. Se un capo di abbigliamento potrà essere progettato per non assorbire questo carico, perché una schermatura, un frangisole, una tapparella o un profilo esterno non dovrebbero essere ripensati con la stessa logica? Il salto culturale poterebbe essere questo: dal serramento-tuta da palombaro al serramento-abito tecnico. D’ inverno, quando contano trasmittanza, tenuta, taglio termico e posa senza ponti termici, il serramento deve trattenere il calore. D’ estate, invece, entrano in gioco il fattore solare, la selettività del vetro, la posizione delle schermature, il colore delle superfici e la capacità dell’ ombra di bloccare il calore prima che attraversi il vetro: in questa fase il serramento“ respira”. Per molti anni il mercato ha venduto la prestazione energetica quasi esclusivamente con il linguaggio dell’ inverno attraverso termini come Uw,
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