L’ autore il punto di rugiada, e l’ attenzione deve concentrarsi tutta sulla tenuta all’ acqua. A Cortina, in zona F, la tolleranza è zero e ogni millimetro di vasca metallica continua è una linea di dispersione e potenziale condensa. Per risolvere il ponte termico lineare strategie operative sono tre: 1. Vasca con taglio termico intermedio, realizzata accoppiando inox e materiali a bassa conducibilità( purenit, pvc strutturale, polimeri). La soluzione è efficace dal punto di vista termico, ma introduce un rischio: ogni giunzione tra materiali è un potenziale passaggio d’ acqua. È quindi indispensabile sigillare le giunzioni e impermeabilizzare tutta la vasca con una guaina liquida applicata in opera.
L’ autore il punto di rugiada, e l’ attenzione deve concentrarsi tutta sulla tenuta all’ acqua. A Cortina, in zona F, la tolleranza è zero e ogni millimetro di vasca metallica continua è una linea di dispersione e potenziale condensa. Per risolvere il ponte termico lineare strategie operative sono tre: 1. Vasca con taglio termico intermedio, realizzata accoppiando inox e materiali a bassa conducibilità( purenit, pvc strutturale, polimeri). La soluzione è efficace dal punto di vista termico, ma introduce un rischio: ogni giunzione tra materiali è un potenziale passaggio d’ acqua. È quindi indispensabile sigillare le giunzioni e impermeabilizzare tutta la vasca con una guaina liquida applicata in opera.
2. Sistemi attivi con resistenze termiche, integrati nel nodo per riscaldare localmente la zona fredda. È una soluzione estrema, da considerare solo dove il ponte termico non è altrimenti risolvibile.
3. Riscaldamento a pavimento già esistente che lambisca la zona della soglia. In zona E può essere sufficiente, ma la verifica del rispetto del punto di rugiada compete al progettista termotecnico, con il nostro supporto.
LA PROVA DI TENUTA Quando si installa una vasca, indipendentemente dalla soluzione adottata, è buona pratica eseguire una prova di tenuta a vasca posata: si tappano gli scarichi, si riempie d’ acqua, si segna il livello e si verifica nell’ arco della giornata. Se il livello rimane stabile, la tenuta è confermata. L’ unica avvertenza riguarda l’ e- vaporazione, che in zone calde può falsare la lettura.
PLANARITÀ E RESISTENZA MECCANICA La planarità della predisposizione è il parametro che determina il funzionamento meccanico del serramento, soprattutto sui grandi scorrevoli panoramici. Le vasche vanno realizzate in acciaio inox di almeno 2 mm di spessore, meglio 3 mm, perché flettono meno sotto i carichi. Le ante dei moderni scorrevoli panoramici raggiungono e superano facilmente i 300-400 kg ciascuna, e tutto questo peso scarica a terra. È quindi indispensabile predisporre un cordolo portante adeguato sotto la vasca. Una soluzione efficace è una trave in legno lamellare ribassata di 5-10 mm rispetto alla quota finale, su cui posizionare la vasca con malta autolivellante o sigillante strutturale. La verifica con livella laser è obbligatoria: la tolleranza ammessa è di 2 mm su 2 metri. Oltre questo limite si smura e si riposiziona, senza eccezioni.
POSA DIRETTA SENZA CONTROTELAIO NÉ VASCA Alcune aziende specializzate in scorrevoli panoramici propongono un approccio alternativo: posa diretta del telaio inferiore, senza vasca. I vantaggi sono evidenti: risoluzione più semplice del ponte termico e totale controllo sul livello delle guide ricade interamente sul serramentista. Lo svantaggio è strutturale: il binario, una volta installato, non è più sostituibile, e all’ esterno è di fatto obbligatorio prevedere un pavimento galleggiante
William Bisacchi, serramentista da oltre trent’ anni, titolare dell’ azienda Bisacchi Bruno & C è diventato una figura di riferimento nel panorama della serramentistica nazionale. È Esperto Casaclima Junior posatore caposquadra di massimo livello( EQF-4) secondo la norma UNI 11673-2 e fa parte del consiglio direttivo dell’ associazione Unicmi. Autore del corso per serramentisti“ Edilizia D’ Elite” e docente dell’ accademia di formazione Ambrosi & Partners Gestisce uno dei blog di settore più seguiti, ha scritto una guida e un libro e da quasi 10 anni scrive su riviste tecniche. Dopo la lunga esperienza su ShowRoom Porte & Finestre prosegue la sua collaborazione con Nuova Finestra.
o una griglia di ispezione continua lungo tutto il fronte della guida, proprio per garantire l’ accesso al sistema di drenaggio.
ESPOSIZIONE E CONTESTO DEL FABBRICATO Le scelte vanno calibrate anche sul contesto. Una soglia complanare esposta a sud-ovest in località costiera ventosa, con vetrata da 6 metri rivolta al mare, è sollecitata in modo radicalmente diverso da una vetrata della stessa dimensione esposta a nord-est in pianura. Pioggia battente combinata a vento può generare pressioni sull’ infisso superiori a 600 Pa, condizione in cui il drenaggio della vasca deve essere sovradimensionato per evitare il“ rigurgito” dell’ acqua verso l’ interno. Vanno valutate anche le aggettature di copertura: una pensilina o un cornicione di 1,5-2 metri riducono drasticamente il carico d’ acqua sul nodo inferiore. La loro assenza, per scelte architettoniche di“ pulizia formale”, è un fattore aggravante che deve riflettersi nel dimensionamento di vasca, drenaggi e sigillanti.
COORDINAMENTO DI CANTIERE: CHI FA COSA Una soglia a filo pavimento coinvolge almeno cinque figure professionali: serramentista, impresa edile, impermeabilizzatore, posatore della pavimentazione esterna e idraulico per il collegamento allo scarico delle acque bianche. La UNI 10818 definisce le responsabilità nella catena del serramento, ma in questo nodo specifico l’ interfaccia con altre lavorazioni è particolarmente critica. Il progetto della soglia dovrebbe essere condiviso in una riunione tecnica preliminare con direzione lavori e imprese coinvolte, definendo per iscritto:
• quota finita interna ed esterna del pavimento;
• posizione e diametro degli scarichi delle acque bianche;
• tipologia e continuità della guaina impermeabilizzante;
• chi posa la vasca e chi ne verifica la planarità prima del riempimento;
• modalità e tempi di accesso per la posa del serramento. Senza questo coordinamento il rischio è di scoprire in fase di posa che lo scarico non è stato predisposto, che la quota del massetto è sbagliata di 2 cm, o che la guaina è stata interrotta proprio in corrispondenza della vasca. Sono problemi che, su una soglia tradizionale, si risolvono in mezza giornata. Su una soglia complanare, possono compromettere l’ intero nodo.
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