NUOVA FINESTRA Luglio 2026 | Page 60

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IL NODO CRITICO: TENUTA ALL’ ACQUA E ISPEZIONABILITÀ Le criticità di una soglia complanare sono note ma vale la pena ordinarle in scala di priorità:
• tenuta all’ acqua del giunto inferiore;
• ponte termico lineare;
• raccordo con la stratigrafia delle pavimentazioni interna ed esterna;
• ispezionabilità e manutenzione nel tempo. Quest’ ultimo punto è quello che il serramentista trascura più spesso, e che invece andrebbe risolto già in fase di progetto. Un drenaggio progettato male, una vasca che arrugginisce o una guida affogata diventano elementi inaccessibili una volta finiti i lavori. Foglie, sabbia, polline, sporco e ghiaietto dell’ esterno tendono ad accumularsi nei punti di drenaggio, ostruendoli progressivamente. Senza un sistema di accesso, la pulizia si trasforma in un intervento invasivo sulla pavimentazione esterna. Il pavimento galleggiante esterno è, da questo punto di vista, la soluzione tecnicamente migliore in assoluto. Permette di impermeabilizzare il telaio inferiore lavorando in piena luce, di lasciare i drenaggi del serramento“ a perdere” sulla guaina sottostante, e soprattutto di smontare facilmente i singoli moduli per ispezionare e pulire il drenaggio o intervenire sull’ impermeabilizzazione del giunto. Quando il progetto lo consente, è la prima soluzione da proporre.
LE VASCHE In presenza di pavimentazioni esterne posate a colla, cordoli di marmo o soglie tradizionali, il pavimento galleggiante non è realizzabile. Si ricorre allora alle cosiddette vasche: elementi a“ U” che si comportano come una grondaia raccogliendo l’ acqua per convogliarla nella rete delle acque bianche. Al loro interno, viene alloggiato il telaio inferiore o la guida dello scorrevole, che drena direttamente nella vasca. Le vasche introducono però due criticità tecniche che vanno gestite a monte: ossidazione e ponte termico lineare.
OSSIDAZIONE: SCEGLIERE IL MATERIALE CORRETTO Le vasche in lamiera zincata a freddo possono manifestare fenomeni di ossidazione già dopo pochi mesi, rendendo talvolta necessario un intervento di sostituzione decisamente invasivo. Per evitare il problema sarebbe meglio optare per l’ acciaio inox AISI 316, che, oltre alla resistenza alla corrosione, presenta un secondo vantaggio: la conduttività termica λ è di circa 15 W / mK, contro i 50 dell’ acciaio al carbonio e i 200 dell’ alluminio. Non è un isolante, resta un metallo, ma è un conduttore meno efficace e già questo limita l’ entità del ponte termico.
PONTE TERMICO LINEARE: TRE STRATEGIE POSSIBILI Il ponte termico esiste anche con l’ inox e va dimensionato in funzione del contesto. A Lampedusa, in zona climatica A, il problema è praticamente trascurabile: la differenza di temperatura tra interno ed esterno raramente raggiunge i valori critici per
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