antieffrazione da RC1 a RC6( con RC0 per prodotti non testati). È su questo secondo aspetto che il serramentista può incidere in modo diretto, progettando soluzioni coerenti con il contesto reale di utilizzo.
ESIGENZE DIVERSE DI SICUREZZA Se il focus del cliente fosse la sicurezza durante il giorno con abitazione occupata, la strategia sarebbe cambiata radicalmente. In quel caso, la priorità sarebbe stata:
• Infissi certificati antieffrazione( almeno RC2 – RC3)
• Possibilità di mantenere sicurezza anche con oscuranti aperti
• Eventuale integrazione con oscuranti blindati o inferriate Questo approccio consente una protezione continua, indipendente dalla posizione delle schermature. Quando l’ obiettivo è la sicurezza notturna, le chiusure oscuranti rappresentano una soluzione estremamente efficace. Tapparelle blindate, persiane o scuri antieffrazione creano una prima barriera esterna, che si somma alla resistenza dell’ infisso. Il risultato è un aumento significativo del tempo necessario per l’ effrazione. È importante sottolineare che non tutte le schermature svolgono questa funzione. Sistemi come tende o frangisole, anche se dotati di dispositivi antisollevamento, raramente dispongono di certificazioni antieffrazione reali e non possono essere considerati elementi di sicurezza passiva.
Il nodo della posa in opera La posa in opera rappresenta, nella maggior parte dei casi, l’ a- nello più debole della catena. Installare una tapparella blindata su un sistema a cappotto o un infisso in classe RC4 con schemi di fissaggio standard significa, di fatto, compromettere le prestazioni dichiarate in laboratorio. La resistenza all’ effrazione, infatti, non dipende esclusivamente dal prodotto, ma dal modo in cui questo viene integrato nella struttura edilizia. Il tema è già emerso in diversi cantieri, in particolare nelle configurazioni con monoblocchi isolanti, dove il supporto di installazione non offre una resistenza meccanica adeguata se non opportunamente progettato. Per mantenere le prestazioni antieffrazione è necessario intervenire già in fase progettuale, prevedendo:
• supporti strutturali idonei e coerenti con la classe richiesta;
• schemi di fissaggio adeguati, sia per numero che per tipologia;
• una progettazione del nodo di posa che tenga conto delle sollecitazioni reali in caso di effrazione. È quindi evidente che la sicurezza non può essere demandata alla sola scelta del prodotto, né tantomeno risolta in fase esecutiva. La prestazione antieffrazione si costruisce a monte, attraverso un progetto coerente che coinvolge serramento, supporto e sistema di posa. In sintesi: la sicurezza non si installa a posteriori, ma si progetta.
Controtelai
Monoblocchi e staffe Posa monoblocchi
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