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Comportamento termico di una facciata microventilata
stimento esterno è funzione del particolare materiale utilizzato, della sua colorazione e del suo spessore. L’ energia assorbita viene trasmessa dalla faccia esterna alla faccia interna del rivestimento, a contatto con l’ intercapedine di ventilazione, con un ritardo e una attenuazione dipendenti dalle caratteristiche di massa, densità e calore specifico dello schermo esterno( in genere i tempi sono comunque contenuti). Il reale beneficio estivo della parete ventilata si ottiene su paramenti direttamente colpiti da radiazione solare diretta e con intercapedine di ventilazione continua;
• realizzare uno strato di isolamento termico omogeneo e continuo, facilmente raccordabile alle linee di imposta dei telai delle chiusure trasparenti, per il totale controllo dei ponti termici sui vari fronti di facciata. Particolare attenzione deve essere posta nella posa del coibente, al fine di realizzare uno strato continuo, ben aderente e connesso con il supporto, privo di discontinuità e / o vuoti;
• aumentare sino a 15-20 cm lo spessore dell’ isolamento termico senza incontrare particolari difficoltà tecniche ed elevati incrementi di costo. Si possono così adottare spessori tali da conferire all’ edificio un comportamento energetico
molto conservativo, minimizzando quindi i disperdimenti e privilegiando l’ accumulo termico e, in definitiva, riducendo ai minimi termini il fabbisogno energetico. Va comunque tenuto in considerazione che un notevole incremento di spessore dell’ isolante termico implica di riflesso un altrettanto significativo allontanamento del piano del rivestimento dalla muratura rustica e dalla struttura dell’ edificio. Ciò può comportare un incremento delle sollecitazioni all’ interno degli elementi costituenti la sottostruttura e particolarmente delle staffe, dovuti al peso proprio del rivestimento ed all’ azione del vento cui è soggetta la facciata, un aumento della profondità delle imbotti dei serramenti che, soprattutto in caso di interventi di ristrutturazione, potrebbe provocare una diminuzione del grado di illuminamento naturale degli ambienti interni, eCc.
PRESTAZIONI In termini prestazionali le pareti ventilate esprimono una minore sensibilità all’ acqua battente rispetto alle pareti convenzionali, il che le rende molto indicate anche per l’ e- sposizione a forti sollecitazioni combinate di pioggia e vento, e quindi per l’ impiego, duraturo e con minore probabilità di insorgenza di difetti e patologie, in edifici alti e isolati, oppure posti in zona costiera, etc. Anche l’ eventuale smaltimento di umidità proveniente dagli ambienti interni è in genere molto agevolato dalla presenza e dalla circolazione di aria all’ interno dell’ intercapedine. Nel primo periodo di servizio degli edifici che fanno uso di queste soluzioni ciò risulta molto utile ai fini della rapida e completa evaporazione dell’ eccesso di acqua di costruzione il cui quantitativo, anche con le soluzioni costruttive moderne, può risultare notevolmente elevato. Non di rado accade che iniziali formazioni di muffa negli ambienti interni vengano erroneamente attribuite a carenza o difetto dell’ isolamento termico quando invece hanno come causa
Facciata ventilata in fase di montaggio
Comportamento in caso di azione combinata pioggia-vento di una facciata microventilata
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