NUOVA FINESTRA Febbario 2026 | Page 57

applicato uno strato di isolamento termico; tra rivestimento e parete si crea così una sottile intercapedine all’ interno della quale può circolare aria esterna. Tale cavità deve avere spessore sufficiente ad interrompere la continuità fisica tra il rivestimento esterno e gli altri componenti formanti il nucleo interno della parete di facciata ed a realizzare una circolazione d’ aria attraverso i giunti di accostamento orizzontali e / o verticali tra elemento ed elemento del rivestimento, di regola privi di sigillatura.
TIPOLOGIE DI FACCIATE VENTILATE Con riferimento al funzionamento e alle prestazioni in opera è utile distinguere le due seguenti casistiche:
• Le pareti mediamente o fortemente ventilate nell’ intercapedine, oltre a garantire un’ elevata resistenza e una bassa sensibilità all’ azione della pioggia battente, tipiche dei sistemi a schermo avanzato, consentono di migliorare e ottimizzare la prestazione termoenergetica della parete opaca. Tale beneficio risulta particolarmente significativo nella stagione estiva e, seppur in misura molto più contenuta, anche in quella invernale, a condizione che l’ intercapedine sia collegata, per tutta la sua altezza o per porzioni di essa, a griglie regolabili di immissione ed espulsione dell’ aria esterna, in modo da poter controllare il moto dell’ aria all’ interno della cavità. Nelle normali condizioni di funzionamento, tale movimento è di tipo ascendente e viene attivato dal gradiente termico che si crea, quando ne sussistono le condizioni, tra la temperatura interna all’ intercapedine e quella dell’ aria in ingresso nella stessa, dando luogo al cosiddetto“ effetto camino”. Lo specifico vantaggio fornito dalla ventilazione nella stagione calda consiste in un contributo alla riduzione del carico termico gravante sugli strati più interni della parete e, in particolare, su quello o quelli che fungono da isolamento termico. Nella stagione invernale il vantaggio derivante dalla ventilazione dell’ intercapedine può invece consistere in una più rapida evaporazione o smaltimento degli apporti d’ acqua e umidità ivi raccolti, sempre che la ventilazione sia attivata in misura consistente solo quando sussistano le condizioni termoigrometriche più favorevoli giacché, in caso contrario, si avrebbero effetti controproducenti quali, ad esempio, abbondanti formazioni di condensa, brina e / o ghiaccio.
• sistemi di rivestimento debolmente o molto debolmente ventilati, spesso indicati anche come micro o pseudo ventilati, ma nelle comuni applicazioni chiamati semplicemente a parete ventilata, in grado di fornire vantaggi di alta resistenza e di bassa sensibilità all’ azione della pioggia battente tipici dei sistemi a schermo avanzato, nonché prestazioni termiche equivalenti o anche complessivamente superiori a quelle offerte dalle soluzioni fortemente ventilate, a fronte di un più generoso dimensionamento dello o degli strati isolanti, con il vantaggio costruttivo e gestionale di evitare l’ installazione di aperture di immissione e di espulsione dell’ aria esterna e la conseguente periodica regolazione delle relative griglie; quindi di più semplice progettazione e installazione e più concorrenziali nel rapporto costo / prestazioni.
I VANTAGGI Il comportamento termico di involucri opachi di facciata dotati di un rivestimento a parete ventilata assicura indubbi vantaggi nel raggiungimento di elevati standard di risparmio energetico, in quanto vi è la possibilità di:
• ridurre, nella stagione calda, il carico termico sull’ edificio grazie alla parziale riflessione della radiazione solare incidente sulla facciata da parte del rivestimento ed all’ e- ventuale presenza di ventilazione in intercapedine. Nella stagione estiva la quantità di energia accumulata dal rive-
Esempi di edifici con facciata ventilata( fonti: italgranitigroup. com, Marazzi Engineering)
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