NUOVA FINESTRA Aprile 2025 | Página 114

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Carnage( 2011- Roman Polanski)
Funny games( 2007- Michael Haneke) loro variare restituiscono il senso del tempo che passa, centrale nel film nella costruzione della famigerata suspense hitchcockiana. Una vetrata simile, su un paesaggio simile, ma cinquantuno anni dopo, vede i due personaggi di“ Fight Club” di David Fincher, nella scena finale tenersi per mano di spalle mentre osservano il risultato del proprio lavoro. Ancora una volta la trasparenza della finestra incarna il nostro essere spettatori del mondo perché proprio in questo film, tratto dall’ omonimo romanzo di Chuck Palahniuk, il protagonista interpretato da Edward Norton, agisce per minare le fondamenta del mondo neoliberista che lo imprigiona, ma lo fa attraverso uno sdoppiamento di personalità. Dalla vetrata osserverà dunque crollare il grattacielo che la sua organizzazione ha riempito di esplosivo, quasi ignaro delle proprie azioni, con la nostra stessa complicità e inerzia di appartenenti alla platea. Anche Mikey Medison, nel ruolo di“ Anora”, dall’ omonimo film diretto da Sean Baker, recente vincitore di cinque premi Oscar, è di spalle di fronte a una grandissima vetrata, nell’ o- pulenta villa del suo recente marito adolescente. Tutto in questa scena anticipa l’ amaro finale del film; le vetrate a tutta altezza che avvolgono la casa sono il simbolo di una ricchezza smodata, all’ interno di un’ abitazione di 1300 mq, affacciata sul mare, la più costosa di Brooklyn. Ma anche se Anora sembra aver realizzato il suo sogno alla Pretty Woman, anche se le vetrate sembrano proteggerla dall’ esterno innevato, la sua solitudine e il grigiore del paesaggio sembrano suggerire un freddo interiore e anticipare la consapevolezza dell’ ultima scena di aver partecipato solamente a un’ apparenza fasulla e senza sostanza.
FINESTRE E IPOCRISIA Completamente diverse le finestre che fanno da ornamento all’ appartamento di“ Carnage” di Roman Polanski del 2011. Qui il protagonista è il conflitto tra i quattro personaggi che gradualmente si manifesta, si sprigiona fino a deflagrare per poi rivelarsi di fatto interiore a ogni singola individualità. Ma anche quando non vi è nessuna relazione con l’ esterno, come in questo caso, le finestre raccontano comunque qualcosa: si tratta di classici serramenti in legno, bianchi, all’ inglese con apertura a ghigliottina, un perfetto simbolo dell’ ipocrita perbenismo della classe medio-alta occidentale, raccontata dal film, trat-
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