NUOVA FINESTRA Aprile 2025 | Page 113

Fight Club( 1999- David Fincher) Anora( 2024- Sean Baker))
Il ruolo delle finestre nel cinema: non solo elemento estetico, ma vero strumento narrativo che riflette visioni, conflitti, stati d’ animo e cicli di vita, enfatizzando la relazione tra anima umana e mondo esterno I film ambientati in interni hanno necessariamente un rapporto più stretto e complesso con la scenografia; non potendo contare su elementi naturali, sul paesaggio, sulla potenza degli eventi atmosferici per fungere da correlativi oggettivi degli stati d’ animo dei personaggi, la cura e la selezione di ogni singolo oggetto che dà forma all’ interno, devono essere funzionali alla narrazione. In questa accezione le finestre assumono un ruolo centrale, non solo perché con la loro forma e dimensione plasmano l’ architettura del luogo da un punto di vista estetico definendo la tipologia abitativa, il contesto geografico e culturale dei personaggi, ma anche e soprattutto perché costituiscono l’ unico punto di contatto con l’ esterno. Ecco che allora la conformazione di questi elementi architettonici diventa un vero e proprio strumento di linguaggio metacinematografico, nel senso che acquisisce un’ importanza simbolica nel rafforzare lo sviluppo della storia e dei suoi temi.
FINESTRE E SPETTATORI DEL MONDO Ne“ La finestra sul cortile”, film del 1954 di Alfred Hitchcock, la grande vetrata che separa il protagonista, bloccato su una sedia a rotelle da una frattura alla gamba, da ciò che avviene in un appartamento del palazzo di fronte, è centrale nella vicenda, come si desume dal titolo. Perché, non solo rappresenta il punto di vista di James Stewart dal quale si sviluppa la trama, ma anche lo schermo cinematografico vero e proprio, il luogo sul quale avviene la vita, mentre noi sediamo inermi ad osservare. Per Hitchcock, dunque, questo diaframma architettonico diventa un pretesto per riflettere anche sulla propria arte. Non così in“ Nodo alla gola” del 1948, dove la grandissima vetrata che ci apre la vista sullo skyline di New York, è impiegata come uno sfondo teatrale. Prima opera della storia del cinema girata in piano sequenza( anche se con qualche trucchetto richiesto necessariamente dai limiti fisici della pellicola dell’ epoca), sfrutta la presenza della parete finestrata per alleggerire la monotonia dello spazio interno che non varia per tutta la durata del film. Dalla vetrata giungono i rumori e le luci della città che con il
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