NUOVA FINESTRA Aprile 2025 | Seite 115

Camera con vista( 1985- James Ivory) La stanza accanto( 2024- Pedro Almodóvar) to dalla pièce teatrale di Jasmina Reeza“ Il dio del massacro”. Molto simili per altro a quelle della bianchissima casa di“ Funny games” di Michael Haneke, film del 2007 nel quale tutto quel candore contrasta dolorosamente con la spietata perversione degli intrusi. Ancora una volta, dunque, gli elementi finestrati rappresentano uno status economico e sociale che la narrazione vuole decostruire per rivelarne le pieghe più oscure.
FINESTRE CORNICI DI EMOZIONI Spesso poi le finestre diventano cornici entro cui racchiudere un paesaggio che è esso stesso personaggio, come in“ Camera con vista” di James Ivory, film del 1985 in cui la finestra sempre aperta sulla cupola di Santa Maria del Fiore di Firenze, fa anche da riquadratura dell’ amore dei due protagonisti. Famosissima la scena in cui li vediamo amarsi sul davanzale, racchiusi dalla grande finestra. E’ estremamente trasversale dunque l’ uso che si può fare di uno strumento che da sempre assume un significato fondante dello spazio e dell’ oggetto architettonico e in quanto portatore di molteplici significati legati alla vista, è naturale che il cinema lo adoperi per comunicare oltre il linguaggio della sceneggiatura.
FINESTRE E IL CICLO DELLA VITA In“ La stanza accanto”, ultimo film di Pedro Almodóvar, premiato nel 2024 con il Leone d’ Oro a Venezia, impiega moltissimo l’ elemento vetrato, qui sempre a tutta altezza, quasi senza serramento, ad amplificarne la trasparenza. Casa Szoke, appena fuori Madrid, nella quale il regista spagnolo gira la seconda parte del film, ha infatti intere pareti completamente vetrate che annullano quasi la separazione tra dentro e fuori. Sono molte le scene nelle quali Tilda Swinton e Julianne Moore osservano il paesaggio naturale dalle vetrate, calato in un silenzioso e freddo inverno, e altrettante quelle in cui le aprono per immergervisi, quasi come se il diaframma che separa la vita dalla morte non fosse poi così invalicabile. Se la vita infatti è un ciclo naturale al quale appartiene anche la morte, ed è nostro compito imparare a comprenderlo, come sembrerebbe volerci suggerire il film, la dolcezza di calarcisi gradualmente, quasi senza soluzione di continuità è rappresentata anche da luoghi in cui le soglie sono ridotte al minimo.
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