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INTERNO 1-2016 08/01/16 10.39 Pagina 39 ACCADEMIA DELLA CUCINA “I MUSCOLI” RISORGIMENTALI I “muscoli” spezzini? Un prodotto risorgimentale. A definirli così è Marinella Curre Caporuscio, Delegata spezzina dell’Accademia italiana della cucina, che alla storia, alla produzione e alla “cultura” dei mitili ha dedicato studi approfonditi. Dottoressa Curre, cosa hanno a che spartire i muscoli - o mitili - con Mazzini e Garibaldi? “Il motivo è che i muscoli hanno cominciato ad essere coltivati nel 1887, quindi nel periodo dopo l’unificazione dell’Italia ed in effetti, se si considera che è stato proprio un allevatore di Taranto a far sì che diventassero prodotto di eccellenza del Golfo della Spezia, si può proprio affermare che la cucina è l’elemento unificatore dell’Italia. L’allevatore si chiamava Emanuele Albano ed era il bisnonno materno dell’Accademico avvocato Paolo Barbanente. In seguito grazie all’apporto scientifico di due personaggi Issel e Carazzi si è potuto dar vita a quello che è diventato non solo il fondamento della economia ma anche della nostra cultura e tradizione”. Alla Spezia i vivai dei mitili sono situati nel tratto di mare di Lerici e nella zona della Palmaria e Portovenere: perché proprio qui? “In questi specchi di mare pare esistano delle ‘polle’ sommerse di acqua dolce adatte alla mitilicoltura, che favoriscono l’aumento di nutrienti. L’acqua di quei pezzi di costa è ancora pulita e permette di produrre in qualità e sicurezza”. La coltivazione dei mitili viene spesso definita una voce della cosiddetta agricoltura del mare. Più faticoso coltivare i campi o i mitili?
 “Il lavoro dei muscolai è duro, anche se migliorato negli anni: 9 ore al giorno in estate e 8 in inverno. E’ richiesta la costante presenza e il controllo dei vivai, anche di notte, per arginare le incursioni dei pescatori da diporto in cerca di orate isolate, che entrano nei vivai con il rischio di rottura dei pali o di distruzione delle sementi, ma anche per evitare i furti, essendo il vivaio aperto. Le barche utilizzate prima erano in legno ora sono in resina: fino a qualche decennio fa si faceva un duro lavoro di pulizia dei muscoli che avveniva direttamente in barca al momento del prelievo; ora si puliscono in apposite ‘lavatrici’”. Nuova Finanza - gennaio, febbraio 2016 - Pag. 39