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INTERNO 1-2016 08/01/16 10.39 Pagina 28 5 stria dell’aria un futuro”. Elettronica Elt, però, non si limita a studiare deterrenti ai pericoli in aria. Un apparentemente semplice aggeggio elettrico permette di evitare l’esplosione di bombe quando un automezzo (o un civile) ci passa sopra. E il sistema Vedetta (vedere box) cerca di evitare i rischi provenienti dal mare con investimenti contenuti. Droni: emergenze e soluzioni Uno dei pericolo maggiori per la sicurezza interna - in vista di grandi eventi, a esempio il Giubileo, e di manifestazioni come le Olimpiadi, i Mondiali di calcio, gli spettacoli all’aperto, le iniziative politiche e religiose, le sfilate e le parate - è quello dei droni, i velivoli a pilotaggio remoto. Anche nei dispositivi anti-drone l’Italia non ha nulla da invidiare ai suoi concorrenti nella competizione globale. Ses, del gruppo Finmeccanica, ha di recente presentato il Falcon Shield, un modello di drone destinato a neutralizzare i velivoliasenza piloti, perfino di dimensioni molto ridotte, con un sistema in grado di trovare, fissare, tracciare e sconfiggere minacce differenti, anche cyber. Una richiesta dell’Esercito italiano ha dato il via a una sorta di competizione sul filo dell’alta tecnologia per un sistema anti-drone che possa agire in aree ad alto rischio. La necessità più urgente è quella di un insieme in grado di evitare pericoli dove si ammassano le folle. Il culmine dell’intervento è nel trasporto del drone in un’area a scarsa o nulla popolazione: a Roma, per esempio, nel Tevere. Montando un cannone, in aree di interesse militare, sarebbe possibile eliminare il pericolo in volo. Secondo indiscrezioni, l’azienda in fase più avanzata nella realizzazione di un progetto de- Il cavaliere del lavoro Enzo Benigni, Ad di Elt-Elettronica, con i figli Domitilla e Lorenzo Nuova Finanza - gennaio, febbraio 2016 - Pag. 28 stinato a soddisfare le richieste dei vertici militare sarebbe un altro gioiello dell’industria italiana: la Ids di Pisa. Nata nel 1980, Ids è un’azienda con capacità ingegneristiche altamente sofisticate. Presieduta e amministrata dall’ingegner Giovanni Bardelli, conta oltre 500 dipendenti nelle sei sedi localizzate in altrettanti Paesi e da sempre è un passo in avanti rispetto alla concorrenza internazionale. Tra gli altri punti di forza dell’azienda pisana emergono le tecnologie abilitanti alle intercomunicazioni fra droni con l’obiettivo di realizzare droni cooperanti, nell’ambito di sciami che rappresentano la punta avanzata nella tecnologia del controllo del volo di aerei a pilotaggio remoto con alto grado di complessità. Finmeccanica, che nella “domanda di sistemi da tutela da minacce asimmetriche” vede uno dei suoi futuri punti di forza, dispone anche di altre frecce nella sua faretra: i droni marittimi di Wass (per la difesa mobile di natanti e porti), i droni terrestri di Oto Melara (per neutralizzare ordigni esplosivi ma anche per esplorare aree a rischio terrorismo biologico), i sistemi laser anticollisioni, per individuare ostacoli improvvisi, della stessa Ses. Pericoli semplici, soluzioni sofisticate Le risposte italiane al rischio terrorismo sono molteplici. E’ un’industria italiana di Lecco, la Gilardoni, la leader mondiale nel campo della scansione, per esempio di bagagli negli aeroporti. Ma altri operatori di lunga tradizione (e altrettanto riconosciuti successi) sono attivi nel settore dei metal detector e, in genere, dei controlli all’in-