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stria dell’aria un futuro”.
Elettronica Elt, però, non si limita a
studiare deterrenti ai pericoli in aria.
Un apparentemente semplice aggeggio
elettrico permette di evitare l’esplosione di bombe quando un automezzo
(o un civile) ci passa sopra. E il sistema
Vedetta (vedere box) cerca di evitare i
rischi provenienti dal mare con investimenti contenuti.
Droni: emergenze e soluzioni
Uno dei pericolo maggiori per la sicurezza interna - in vista di grandi eventi,
a esempio il Giubileo, e di manifestazioni come le Olimpiadi, i Mondiali
di calcio, gli spettacoli all’aperto, le
iniziative politiche e religiose, le sfilate
e le parate - è quello dei droni, i velivoli a pilotaggio remoto. Anche nei
dispositivi anti-drone l’Italia non ha
nulla da invidiare ai suoi concorrenti
nella competizione globale. Ses, del
gruppo Finmeccanica, ha di recente
presentato il Falcon Shield, un modello di drone destinato a neutralizzare
i velivoliasenza piloti, perfino di dimensioni molto ridotte, con un sistema in grado di trovare, fissare, tracciare e sconfiggere minacce differenti,
anche cyber.
Una richiesta dell’Esercito italiano ha
dato il via a una sorta di competizione
sul filo dell’alta tecnologia per un sistema anti-drone che possa agire in
aree ad alto rischio. La necessità più
urgente è quella di un insieme in
grado di evitare pericoli dove si ammassano le folle. Il culmine dell’intervento è nel trasporto del drone in
un’area a scarsa o nulla popolazione: a
Roma, per esempio, nel Tevere. Montando un cannone, in aree di interesse
militare, sarebbe possibile eliminare il
pericolo in volo. Secondo indiscrezioni, l’azienda in fase più avanzata
nella realizzazione di un progetto de-
Il cavaliere del lavoro Enzo Benigni, Ad di Elt-Elettronica, con i figli Domitilla e Lorenzo
Nuova Finanza - gennaio, febbraio 2016 - Pag. 28
stinato a soddisfare le richieste dei vertici militare sarebbe un altro gioiello
dell’industria italiana: la Ids di Pisa.
Nata nel 1980, Ids è un’azienda con
capacità ingegneristiche altamente sofisticate. Presieduta e amministrata dall’ingegner Giovanni Bardelli, conta oltre 500 dipendenti nelle sei sedi
localizzate in altrettanti Paesi e da sempre è un passo in avanti rispetto alla
concorrenza internazionale. Tra gli altri
punti di forza dell’azienda pisana emergono le tecnologie abilitanti alle intercomunicazioni fra droni con l’obiettivo
di realizzare droni cooperanti, nell’ambito di sciami che rappresentano la
punta avanzata nella tecnologia del controllo del volo di aerei a pilotaggio remoto con alto grado di complessità.
Finmeccanica, che nella “domanda di
sistemi da tutela da minacce asimmetriche” vede uno dei suoi futuri punti
di forza, dispone anche di altre frecce
nella sua faretra: i droni marittimi di
Wass (per la difesa mobile di natanti e
porti), i droni terrestri di Oto Melara
(per neutralizzare ordigni esplosivi ma
anche per esplorare aree a rischio terrorismo biologico), i sistemi laser anticollisioni, per individuare ostacoli improvvisi, della stessa Ses.
Pericoli semplici, soluzioni sofisticate
Le risposte italiane al rischio terrorismo sono molteplici. E’ un’industria
italiana di Lecco, la Gilardoni, la leader
mondiale nel campo della scansione,
per esempio di bagagli negli aeroporti.
Ma altri operatori di lunga tradizione
(e altrettanto riconosciuti successi)
sono attivi nel settore dei metal detector e, in genere, dei controlli all’in-