Notiziario della Biblioteca UIL - Numero Uno - Bimestrale - Notiziario della Biblioteca Arturo Chiari | Page 26

I Cattelan erano anche una famiglia profondamente religiosa. Anna Zanconato, vedova, alla sera recitava il rosario assieme ad una trentina di compaesani che si radunavano alla fattoria.

Il motivo per cui nel corso del rastrellamento del 6 settembre una squadra di fascisti, accompagnati dal capitano Lembcke, si recò direttamente dai Cattelan è probabilmente dovuto al frequente via vai dalla casa colonica.

Ma non solo. La postina del paese, tale Roma Rizzi, aveva indicato ai repubblichini proprio quel luogo, senza contare che sui terreni coltivati dai Cattelan era stato allestito un campo di lancio ove erano avvenuti già due sganciamenti le notti del 19-20 e del il 23-24 luglio 1944.

Tuttavia non sono da confondere dette operazioni di rifornimento alleato con la famiglia Cattelan. L’abitazione ove i partigiani si riunivano ed ammassavano i colli era quella di Bianchin, nella quale era collocata anche una radio con cui venivano captati i messaggi in codice di radio Londra.

Si tratta di un’abitazione di servizio (c.d. casa di bando) all’idrovora che sorge duecento metri prima della fattoria Cattelan.

Il gruppo partigiano “Oberdan” (successivamente “Pierobon”) aveva scelto quei campi sia perché facilmente individuabili dagli aeroplani, sia perché isolati ma comunque contigui al territorio di San Vitale, ove più era attivo il gruppo dei resistenti, sia perché da lì era più facile fuggire attraverso un ponticello di mattoni (detto passerea) che permetteva di oltrepassare il Fratta.

Una testimonianza esclusiva dell’eccidio ci giunge dalla signora Giovanna Cattelan (classe 1946), la quale ha riportato all’Autore il racconto ricevuto da sua mamma Modesta Cogato (nonostante in famiglia non se ne parlasse per non far soffrire la nonna Anna Zanconato).

Pur trattandosi di una testimonianza di rimando, la si può ritenere la più veritiera data la prossimità della fonte.

All’alba del 6 settembre 1944, nel corso di un ampio rastrellamento dei reparti repubblichini dell’estense, un gruppo di militi della Guardia Nazionale Repubblicana di Piacenza si recò alla casa colonica Cattelan, accompagnati dal capitano Lembcke.

Quando i fascisti fecero irruzione nell’abitazione Giovanni (classe 1922) e Zefferino (classe 1924) Cattelan stavano ancora dormendo.

Trovarono invece sveglie le tre donne (Anna Zanconato e le due nuore) e Gelindo Cattelan.

Quindi rinchiusero le donne assieme ai sette figli nella camera da letto al primo piano e fecero scendere i due fratelli Giovanni e Zefferino colpendoli con un nervetto.

Gelindo fu anch’esso trattenuto assieme ai due fratelli più giovani. Contemporaneamente una parte dei fascisti perquisì il fienile ove Guido Puchetti, Benedetto De Besi, Primo Bovo (classe 1917, di Sampierdarena – Genova, geometra od operario) e Innocente Campioli (classe 1920, di Scandiano – Reggio E., carabiniere renitente), furono sorpresi mentre stavano tentando la fuga, ritardata dal fatto che fecero appena in tempo a bruciare alcuni documenti che Guido e Benedetto avevano con loro.