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chi è ivana veronese

Fino ad allora, il funzionamento del servizio di pulizia della neve prevedeva un’organizzazione che partiva dalla pulizia delle strade, soprattutto delle grandi arterie cittadine, per poi arrivare ai marciapiedi, alle piste ciclabili e alle aree pedonali.

Una politica pubblica che era concepita come neutrale dal punto di vista del genere si è rivelata, grazie a un’analisi specifica, in realtà “gender sensitive”, cioè sensibile alle differenze di genere, poiché di fatto avvantaggiava gli uomini penalizzando le donne.

L’amministrazione, dunque, decise di invertire l’ordine e di far pulire prima i marciapiedi e poi le strade, perché del resto per una macchina è sicuramente più semplice muoversi su una strada coperta da dieci centimetri di neve rispetto a quanto lo possa essere per un pedone.

Inoltre, i dati evidenziavano che i pedoni erano maggiormente vittime di incidenti dovuti a neve o ghiaccio per le strade, rispetto agli automobilisti, quindi la scelta di pulire per primi i marciapiedi risultava intelligente anche dal punto di vista economico (minor aggravio per gli

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ospedali pubblici, meno cause all’amministrazione, etc). Anche in Italia, recentemente, rileviamo novità importanti.

Dopo una serie di esperienze a livello locale e nell’ambito delle pratiche di performance management di alcune amministrazioni pubbliche, dal 2017 (sul Rendiconto 2016) la Ragioneria Generale dello Stato ha avviato, in via sperimentale, la predisposizione di un bilancio di genere in sede di rendicontazione, con l’obiettivo di valutare il diverso impatto delle politiche di bilancio su uomini e donne in termini di denaro, servizi, tempo e lavoro non retribuito.