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Bilancio
di genere 2018
ivana veronese
Che cos’è il “bilancio di genere” e perché il Parlamento Europeo, già dal 2003 e poi con una serie di risoluzioni approvate negli anni successivi, ha raccomandato agli Stati membri la sua adozione?
Questo documento consiste, in estrema sintesi, nella rilettura dei bilanci adottando una prospettiva di genere e analizzando, dunque, se e come le misure attuate e le risorse erogate abbiano avuto un impatto diverso su uomini e donne, aumentando o riducendo la disuguaglianza di genere per la popolazione interessata.
Si tratta di un’analisi che fa parte del cosiddetto “gender mainstreaming”, ossia l’integrazione della prospettiva di genere in tutte le politiche pubbliche, a sua volta basato sull’evidenza che nessuna politica pubblica può dirsi “neutrale” rispetto al genere, non fosse che per il fatto che la società sulla quale va a incidere non vede una perfetta uguaglianza tra uomini e donne ma, anzi, è spesso caratterizzata da disuguaglianze importanti. Un esempio utile è quello svedese. Nel 2015, Stoccolma ha svolto un’analisi di genere in merito all’azione di pulizia della neve dalle strade.
Da questa analisi è emerso che, statisticamente, gli uomini tendono a spostarsi maggiormente in macchina e generalmente per lunghe distanze, mentre le donne tendono a muoversi a piedi o con i mezzi pubblici.
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