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esperienze. Tante belle facce, occorre dirlo, portatrici di una
freschezza e di una speranza che sa bucare la rappresenta-
zione così stereotipata dei giovani che viene normalmente
propagandata: non c’è solo lamentela per il posto di la-
voro mancante, non c’è solo sindrome da “bamboccioni”,
non domina solo il gaio nichilismo del godimento sempre
e comunque. Qui – nella militanza gioiosa degli “Oratorio
Boys” – troviamo impegno serio, capacità di fatica senza
lamento, disponibilità all’offerta senza recriminazione. In-
somma, tutto ciò che si chiama un mare di gratuità.
Dalla Valle dei Laghi sino al Bleggio, da Brentonico sino a
Garda, da Dro sino a Riva, Arco e Ledro, la capillarità di pre-
senza degli oratori con le loro molteplici attività offre al ter-
ritorio una testimonianza il cui valore sociale, civile ed edu-
cativo che la Cassa Rurale ha voluto non solo sostenere in
occasione del Centenario, ma valorizzare quanto più possibi-
le mediante l’offerta di un palcoscenico pubblico, quindi con
un gesto che fosse sia di riconoscimento che di promozione.
La platea che il Presidente Zampiccoli si trova davanti il 18
maggio, vi giunge attraverso un impegnativo percorso di av-
vicinamento.
La Cassa Rurale lancia già a febbraio il progetto centopun-
tozero, attraverso il coinvolgimento dei giovani sacerdoti
responsabili delle varie zone pastorali, in questi termini: ri-
conoscendo il valore inestimabile dell’esperienza degli ora-
tori, vengono messi a disposizione centomila euro a suppor-
to di progettualità di tipo educativo, solidaristico, culturale,
sociale, liberamente ideate da ragazzi ed educatori, a partire
da necessità incontrate o dal desiderio di sviluppare attività
già in essere. Insomma, sono chiamati a mettersi al lavoro
su progetti che potessero riguardare la loro crescita umana
ed educativa dentro la vita degli oratori.
Il percorso è accompagnato senza invasioni di campo, li-
mitandosi a far permanere il senso di una presenza e di un
riconoscimento. I progetti provenienti dalle varie zone pa-
storali prendono forma, le finalità spaziano dai pellegrinaggi
all’incontro con altre culture e problemi, dalla formazione
degli educatori alla condivisione di bisogni, ricomprendono
scambi di esperienze non solo tra Nord e Sud, ma anche con
l’estero, senza dimenticare il rafforzamento della presenza
nelle comunità e l’attenzione ai bisogni più prossimi.
Ad ogni zona pastorale corrisponde la narrazione di una sto-
ria, di un’identità e di uno o più progetti: tutti confluiscono
in una clip di sintesi che ne documenta dinamicità e coeren-
za. Ora è tutto pronto, la grande coreografia del Palacon-
gressi può andare in onda.
L’Happening, oltre che dalle parole del Presidente, è intro-
dotto dal videomessaggio dell’Arcivescovo Tisi. Vi risuona
con chiarezza un duplice sentimento: quello di riconoscenza
per il ruolo non solo educativo e sociale, ma anche civile
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