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protagonista Angelina, una delle sorelle Costa, invaghitasi oltre
ogni dire, sebbene non ricambiata e contro il volere dei suoi, di
un ufficiale francese ospite di casa Costa per i notori fatti politici 12 .
Ma negli anni Cinquanta del secolo imprevedibili accadimenti
mutano la quotidianità di Giovanni Battista con gravi perdite
affettive ma pure un secondo matrimonio e la sostanziosa ascesa
del proprio status finanziario per il cumulo di eredità e la vendita
Northumberland. Ora, se è vero che i grandi patrimoni, per
continuarsi, presuppongono amministratori sagaci, tale egli
si rivela al costo di sacrificare pennelli e colori. Era il precoce
avverarsi dei timori di Carlo Falconieri quando ricorda «paesi
di sua mano che meritano non poca lode; e dovrebbero essergli
di stimolo a non abbandonare tutto affatto la tavolozza; poiché
se gli siano di ostacolo le cure di famiglia, e l’amministrazione
del ricco patrimonio; pure qualche fiata l’arte è consolatrice» 13 .
Ma così non fu a dispetto di quanto espresso già nel 1845 da
Pietro Ercole Visconti in lode del «suo genio non comune per il
paesaggio» 14 . La risultanza fu che l’operato artistico di Camuccini
sarà noto soltanto alla cerchia ristretta delle figure a lui vicine o dei
più avvertiti tra i contemporanei: una sorta di privilegio per pochi
che, come tale, non era inteso pervenisse al mondo più ampio delle
esposizioni pubbliche sebbene egli continuerà ad essere membro
“cultore”, cioè “pittore” della romana Società degli Amatori e
Cultori delle Belle Arti. Opere, come dire, senza un destinatario
esterno, bensì stati e manifestazioni personalissime destinate a
restare tali come è infatti accaduto. E dunque a che titolo apporre
la propria firma a disegni e dipinti che non sarebbero mai circolati
e non intesi per l’altrui possesso? Talvolta figura la sola datazione
(tav. 11 e 16). Un caso, ma soltanto per certi versi, analogo a
quello degli studi ad olio su carta di Johann Jakob Frey originati
da differenti motivazioni ma anche con qualche non proprio
casuale convergenza di luoghi 15 .
La sequenza delle nostre tavole si apre con due vedute di Roma
per concludersi con Napoli vista da ponente che fanno da sigillo al
curriculum artistico - pittorico di Camuccini. La prima può vedersi
quale una sorta di compendio della sua arte dove d’abitudine il
contesto ambientale prevale sulle strutture urbane e architettoniche
viste in sovrapposizione alle forme e allo spettacolo della natura e
questo spiega come le vedute urbane siano, che si sappia, rare nella
sua opera: in una felice dialettica compositiva e coloristica la vista
(tav. 1) sale al Monte Mario con la Villa Mellini, gli storici filari di
10
Coghetti 11 . Nor is there any evidence that Giovanni Battista took
his father’s place in running his studio. It is fairly obvious that the
two families must have known one another for social reasons in
a “capital” with a population of barely 140,000 souls, especially
since it is Costa again who tells us that in 1850 Giovanni Battista
Camuccini, together with Cardinal Gabriele Ferretti, was a
“witness” in a troubled affair involving Angelina, one of the Costa
sisters who, unrequited and against her family’s wishes, had fallen
passionately in love with a French officer who was a guest of the
Costa household for well-known political reasons 12 .
Unforeseeable events in the 1850s, however, were to alter
Giovanni Battista’s daily routine with serious losses in the circle of
his nearest and dearest, but also with a second marriage and with
a substantial increase in his financial fortune through inheritance
and through the Northumberland sale. But if large fortunes are
to be maintained and perpetuated, it is necessary for them to be
shrewdly managed, and that is exactly what Giovanni Battista did,
proving to be a very shrewd manager but at the cost of sacrificing
his palette and brushes. This was the early realisation of Carlo
Falconieri’s fears when he mentioned «landscapes by his hand
that deserve considerable praise, and should act as a stimulus for
him not to set aside his palette in any way; because if caring for
his family and administering his wealth stand in his way, art is
nevertheless some consolation» 13 . That, however, was not to be,
despite the praise lavished by Pietro Ercole Visconti in 1845 on
«his uncommon talent for landscape painting» 14 . The result was
that Camuccini’s artistic output was to be known only to the
tight circle of his close friends and family or to the canniest of his
contemporaries: a kind of privilege for the few which, as such,
was not intended to enter the broader world of public display,
even though he continued to figure as an “artist”, in other words
as a “painter”, in Rome’s Società degli Amatori e Cultori delle
Belle Arti. His works, one might say, had no external addressee
but were highly personal expressions and manifestations of his
talent designed to stay that way, as indeed they did. But then
why would he have signed drawings and paintings that it was not
intended others should own? Occasionally they are only dated
(plates 11 and 16) – a case similar, albeit only in certain ways, to
that of Johann Jakob Frey’s oil studies on paper, driven by different
reasons but also with a few far from coincidental convergences of
setting 15 .