V. D A P IAZZA C OLONNA A P IAZZA N AVONA
della basilica di Santa Maria sopra Minerva. Sono targhe pensate per comme-
morare l’altezza raggiunta dalle acque del Tevere tra il XV e il XVI secolo. Il
quadro di Bucci (cat. n. 27) non registra la loro presenza, è colpito dall’Elefante
obeliscoforo realizzato da Ercole Ferrata su progetto di Gian Lorenzo Bernini
datato 1666. Gli azzurri e i grigi dell’elefantino ed annessi emergono dalle tinte
calde dominate dai gialli stesi sulla facciata che poggia sulla fredda distesa della
piazza. Di tutt’altra fattura e apertura è Piazza Navona (cat. n. 29) descritta in
modo sommario per comunicare la generale impressione dell’agora. Il cielo è
sporco di rosa come la piazza cui si aggiungono zone d’ombra violacee. Gli ap-
punti corsivi animano la scena incuriosendo il lettore diviso tra scritte da deci-
frare e linee di forza che strutturano le architetture.
Riflessione di segno opposto è quella che stimola la visione della Colonna di
Marco Aurelio (cat. n. 26 recto): qui oltre alla presenza di una figura umana in-
tenta a leggere la frase incisa, si scorgono delle vetture posteggiate o in transito
come a sottolineare la dimensione prosaica, popolare della piazza. Sul lato op-
posto del foglio si permane nello stesso luogo ma l’attenzione è tutta rivolta alla
fontana ideata da Giacomo della Porta e realizzata dallo scultore Rocco de Rossi
nel 1577. Anche qui l’occhio di Bucci si ferma sulla carrozzeria sportiva di una
vettura, forse per cogliere un’analogia nell’eleganza delle forme tra due diverse
realtà estetiche. Nella vasca della fontana si intravedono anche i due delfini con
le code intrecciate ad opera dello scultore Alessandro Stocchi in occasione del
restauro del 1830. Un’altra fontana celebre è quella successiva, ideata da Pietro
Bernini, padre di
Gian Lorenzo. Si
fa riferimento a
La
Barcaccia
(cat. n. 28) sita
in Piazza di Spa-
gna ai piedi della
scalinata di Tri-
nità dei Monti.
Bucci scrive a
proposito di una
«barca arenata»,
alludendo forse a
quella tradizione
che vuole il pro-
Piazza del Popolo, 1933
getto del Bernini
ispirato da una
vecchia barca arenata dalla piena del Tevere. Il quadro si sofferma sul getto d’ac-
qua che sgorga da uno dei due grandi soli posti internamente allo scafo a prua
e a poppa. L’astro è uno dei simboli presenti nello stemma della famiglia del
committente, Papa Urbano VIII, un Barberini. L’alluvione che trascinò la barca
mezza affondata dalle parti di Piazza di Spagna e ispirò Pietro Bernini, quella
del 1598, è anche una di quelle indicate nelle varie lapidi murate sulla facciata
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