rimento va cercato nella stessa logica dell’album, nella sua struttura narrativa perché i
suoi fogli raccontano la storia di un viaggio per le strade di Roma. Una storia ideale
perché nasce dalla sintesi di due momenti diversi - i due soggiorni romani del ’33 e
del ’38 - senza perdere il piacere del viaggio, del Grand Tour. Si scopre così l’esistenza
di un rito che vede Bucci passare e ripassare per quei luoghi della storia, anche a distanza
di anni. A segnare l’avvio del percorso, allora, non è il quando ma il dove e il quanto,
ovvero l’insistere su determinati siti a discapito di altri. Detto altrimenti, si è di fronte
a uno di quei casi rari in cui l’asse dello spazio fa aggio sull’asse del tempo. Per questa
ragione il tour ideale ha inizio con la zona contrassegnata dalla presenza della Colonna
Traiana e prosegue per i monumenti presenti in zona, allontanandosi sempre più dal
centro storico fino a raggiungere il quartiere dell’EUR.
A queste riflessioni fa eccezione un gruppo di carte relative al soggiorno romano
del ’33 che escono dalla tradizione del Grand Tour. Non più piazze, fontane, ponti,
vedute urbane animate dal traffico cittadino, bensì gli studi per dei manifesti ispirati
al film Acciaio diretto da Walter Ruttmann. Si esce dalla cronaca mondana condotta
dall’esploratore in viaggio per entrare nell’universo immaginario della cinematogra-
fia. Pertanto, a termine del capitolo centrale, quello dedicato al tour romano, ci sarà
un breve testo dedicato a questa singolare esperienza di Bucci illustratore.
ficative tranche de vie della metropoli in corsa. Anche negli anni bui della guerra, quelli
che all’inizio lo vedono arruolato nel Battaglione lombardo Volontari Ciclisti Auto-
mobilisti (V.C.A.), nel cosiddetto “plotone dei futuristi” 5 , Bucci dà prova di essere un
ottimo corrispondente di guerra. I numerosi dipinti, disegni ed incisioni mostrano con
quanto impegno si è dedicato a questo tema, fino a farne un vero e proprio filone ar-
tistico 6 . Rispetto allo spirito interventista e sperimentale dei futuristi, Bucci segue la
propria vocazione narrativa sorretta dalla chiara lettura dei fatti di cronaca vissuti in
trincea e nelle retrovie. Nel corso degli anni Venti, invece, quelli caratterizzati dall’espe-
rienza milanese maturata in seno a “Novecento” capeggiato da Margherita Grassini
Sarfatti, si misura con la sintesi del segno e dei volumi, con la fermezza compositiva e
il controllo del colore, articolato in chiaroscuro entro una ristretta gamma cromatica.
Stilemi diversi che confluiscono nel presente e trovano applicazione a seconda
delle necessità imposte dal soggetto, secondo l’umore, in linea col senso di quella vita
da immortalare sul foglio, senza contravvenire alla propria professione di fede.
Per tornare alla lettura degli album non può più sorprendere il fatto che nell’arco
di una giornata si registrano pagine contrassegnate da diverse formule linguistiche. A
fronte di queste considerazioni si comprende come la ricerca di un criterio per ordinare
queste opere non possa rifarsi a paradigmi stilistici né formali. Un parametro di rife-
Note
1
2
3
4
5
6
Anselmo Bucci al Premio Viareggio, 1930
8
Stando agli appunti autografi di Anselmo Bucci, il soggiorno romano va dall’8 al 13 marzo
1933. In questi giorni alloggia presso l’Hotel Luxor nella camera numero 13.
Stando agli appunti autografi di Anselmo Bucci, il soggiorno romano del ’38 va dal 20 al 24
agosto. In questi giorni alloggia presso l’Hotel Luxor nella camera numero 33.
A NSELMO B UCCI , Prefazione in Mostra individuale di Anselmo Bucci del “Novecento”, Galleria
Pesaro, Milano aprile 1923.
Tra le principali opere, in gran parte caratterizzate dall’uso della puntasecca, vanno ricordate:
Petit Paris qui bouge, 13 tavole, 1908; Paris qui bouge, 50 tavole, 1909; Inondazione di Parigi,
1909; Croquis du front Italien, 1918; le litografie a colori di Marina e terra, 1918.
Tra coloro che si arruolano nel Battaglione vi sono numerosi aderenti al Futurismo, tra cui il fon-
datore, Filippo Tommaso Marinetti, Umberto Boccioni, Ugo Piatti, Luigi Russolo, Antonio San-
t’Elia, Mario Sironi e alcuni loro simpatizzanti tra cui Carlo Erba e Achille Funi. Anselmo Bucci
permane tra i volontari ciclisti dal maggio al dicembre 1915. Per approfondimenti sul V.C.A. si
possono leggere gli studi elaborati da Luigi Sansone, tra cui: Patriottismo futurista. Il Battaglione
Lombardo Volontari Ciclisti Automobilisti, Edizione Gabriele Mazzotta, Milano 2007; I futuristi
del Battaglione Lombardo Volontari Ciclisti Automobilisti, Gabriele Mazzotta, Milano 2010.
Tra le mostre che lo consacrano come “artista di guerra” vanno ricordate quella allestita al palazzo
San Giorgio di Genova (marzo-aprile 1917) e quella presso la Galleria Pesaro di Milano (settembre
1917), intitolata Pittura di guerra di Anselmo Bucci Pro Scaldarancio. Non vanno infine dimenticate
i cicli grafici già citati: Croquis du front italien, Marina e terra e Finis Austriae.