Come nelle pellicole dell ’ Istituto Luce che davano notizie nei cinema nell ’ intervallo fra un film e l ’ altro , l ’ immaginario cortometraggio parallelo alla lunga storia della rivista Luce - che quest ’ anno festeggia i 60anni della sua fondazione - ci presenterebbe notizie e immagini forse alcune ancora in bianco e nero , scorrere divise per decenni tra guerre , tragedie e momenti collettivi di entusiasmo e di gioia . Nello stesso anno che nasce Luce l ’ elezione di Kennedy , ma due anni prima la canzone Volare gira il mondo ! Esce il primo album dei Beatles e Mary Quant inventa la minigonna , l ’ alluvione di Firenze , l ’ uscita di 8½ di Fellini e di Odissea nello spazio di Kubrick , il Maggio francese e Villa Giulia , la missione Apollo 11 , il primo microprocessore della storia di Federico Faggin , ci lascia Maria Callas . Decenni che ci vengono incontro velocemente e notizie che si rincorrono tra una generazione e l ’ altra : Apple lanciare il Macintosh , la caduta del Muro di Berlino , in una parte del mondo nasce Google , l ’ amico Nureyev danzerà tra gli angeli , Steve Jobs presenta il primo iPhone , fallisce la Lehman Brothers , Samantha Cristoforetti è la prima donna italiana negli equipaggi dell ’ Agenzia Spaziale Europea , successo del film di Sorrentino La Grande Bellezza , a Parigi la strage del Bataclan , l ’ addio a Franco Battiato che ci ha donato una preghiera laica : La cura . 60anni sono molti , e chissà quanti altri “ titoli ” avremmo potuto ricordare . Dolorosi o bellissimi . Così è anche parlando di Luce , delle sue infinite pagine , autori , grafici , collaboratori , direttori , ricerche , polemiche , dibattiti ; centinaia di numeri , di cover , di articoli incrociando la storia che parallela camminava accanto . Perché anche le pagine di Luce sono racconti di storie , di amicizie , di scontri , e di progetti , studi e di confronti , di approfondimenti di autorevoli docenti , di imprenditori dalle grandi visioni e coraggiosi , se non fossero stati visionari non avrebbero fondato AIDI e due anni dopo Luce . Di giovani e meno giovani ingegneri che uscivano da affermati Politecnici , e architetti che amavano la Luce , il suo valore , la bellezza che poteva regalare , e i primi Master , l ’ affermarsi della figura del lighting designer e del made in Italy nel mondo . Scrive Eco , studioso e scrittore e illuminista bizantino , in un suo saggio : “ Un testo vuole che qualcuno lo aiuti a funzionare poiché è un prodotto la cui sorte interpretativa deve far parte del proprio meccanismo generativo ”. Voleva dire che tra l ' autore e il lettore , pur ciascuno impegnato nella propria ‘ strategia ’ testuale per cui diversa una dall ’ altra , si deve formare dall ’ incontro una cooperazione , una intesa . Questo avviene non solo per un libro : anche per una rivista l ’ incontro è necessario tra lettori e autori , certo non sempre semplice , ma quando ci si riesce quella rivista o quel libro diventano preziosi per entrambi , poiché cercano in ogni modo di comprendersi , di
2009 spiegare e dare ascolto a quanto reciprocamente atteso . Anzi , ancor di più : provando nuove strade , a inserire nuove forme , nuovi pensieri , scenari inaspettati , come quando Luce nel 2014 apre le sue pagine non solo a nuovi autori ma anche a nuove rubriche dove non solo si legge di misure , di regole , di rapporti lumen / watt , canoni tecnici pur rilevanti , ma di una Luce che è anche altro , protagonista nell ’ arte , nel teatro , nel cinema e nelle piazze , nei concerti , nelle facciate dei palazzi , nei musei , espressione della modernità e contemporaneità , manifestazione di ciò che è nuovo : il nostro affascinante , drammatico , bellissimo presente . Luce indaga la complessità della cultura progettuale , sostenibile , umanistica del nuovo millennio , è un sismografo capace di accogliere diversi punti di vista sul mondo in continua trasformazione , e con il suo inglese a sentirci più Europa , più nel mondo . Abbiamo il vantaggio di vivere in un mondo interconnesso , condividiamo le stesse informazioni inimmaginabili fino a un decennio fa , e Luce anno dopo anno individua nuove competenze , potenzialità , progetti e crea lavoro , in cui la cultura illuminotecnica valorizza potenziali del nostro territorio , paesaggio , arte , design , architettura . Luce è impresa di creatività progettuale innovativa che punta su valori sociali , tutela , conservazione e rigenerazione del nostro paese o nazione , fragile ma unico nella capacità di ripresa . Ci indica la strada Piero Castiglioni – un Maestro della Luce come Vittorio Storaro , Pasquale Mari , Dan Flavin , Lucio Fontana , Bob Wilson e altri – che apriva il primo numero di Flaire , giugno 1989 , con un editoriale dal titolo significativo : “ Non solo misurare ma pure illuminare ”. Scrive Castiglioni : “ L ' illuminotecnica dovrebbe integrarsi ad una cultura ambientale , interpretare la storia , l ' architettura , la filosofia che sottintendono gli spazi in cui va ad operare e a far vivere ”. Anche la rivista Luce nei suoi percorsi decennali , e con
straordinari allora direttori , e autorevoli collaboratori e grafici – e come non citare Mario Piazza – ha monitorato e raccolto nelle sue pagine i cambiamenti , fermenti tecnologici e culturali come frutto della ricerca e sperimentazione . Luce , tra orgoglio e pregiudizi , ha educato i lettori alla comprensione di nuovi canoni estetici e progettuali in dialogo con l ’ architettura , il design e ha fatto conoscere la light art , la Luce nel teatro , nello spettacolo , nel cinema , nella fotografia anche ai non addetti ai lavori , aprendo il nostro sguardo su scenari dai nuovi modi di abitare , di vivere all ’ insegna del benessere e della bellezza condivisi . Sono trascorsi molti anni , in un ' odissea di progetti raccontati su Luce , rivista resiliente alle trasformazioni soprattutto ambientali e culturali , che ha sempre posto al centro il nostro modo di percepire la Luce come atto di conoscenza di nuove realtà . Competenza , responsabilità , impegno , informazione , coraggio e passione . Questi sono gli ingredienti di Luce che oggi compie 60 anni , che ha ‘ illuminato ’ decenni di cronache che nel tempo hanno scritto la storia della cultura della Luce nell ’ architettura , nel design , nell ’ arte , nella città , puntando su nuovi modelli di rapporto fra essere umano e ambiente che lo circonda . E così altri faranno dopo di noi . E ancor oggi , sempre attuale , quello che scrisse l ’ allora direttore su quell ’ ormai storico numero 294 di Luce ai ‘ suoi ’ lettori e lettrici : “ Siamo consapevoli che questi obiettivi , che ci indicano la strada giusta da seguire , non possano essere raggiunti senza il vostro impegno e la vostra fiducia : in mancanza non andremo lontano ”.
Questo è il mio ultimo editoriale , care lettrici e cari lettori , e desidero ringraziarvi per questa esperienza straordinaria .
2010
16 LUCE 342 / LUCE 60